
Domani al parco comunale di Trezzano Rosa la seconda edizione del memorial Leonardo Caielli «Skatexperience»
Due anni senza Leo, due anni in attesa della giustizia. Ma, ancora, è il momento del ricordo: e si tiene domani, al parco comunale di Trezzano Rosa, la seconda edizione del memorial Leonardo Caielli "Skatexperience". Pomeriggio su rotelle, fra stand e intrattenimento, per ricordare il sedicenne investito e ucciso sulla Padana superiore nel luglio 2022, la sua grande passione per lo skate, tutto quanto di buono ha lasciato in familiari e amici. La prima edizione del memorial fu l’anno passato. E come allora, qualsiasi introito sarà destinato alla prevenzione delle morti sulla strada. L’invito a partecipare arriva anche da Alessandra Brambilla, la mamma del ragazzo. Che, a due anni dalla tragedia, attende.
Il processo a carico del 47enne alla guida dell’auto che travolse il giovane sulla Padana superiore a Fara Gera d’Adda, mentre tornava a piedi a Cassano con un gruppetto di amici, procede al rallenty. L’ultimo rinvio i primi di luglio, la nuova udienza fissata per dicembre. La tragedia di Leo scosse l’intera zona. Il ragazzo, brillante studente al liceo scientifico Giordano Bruno di Melzo, fu l’unico ucciso dall’auto che quella notte piombò sul gruppetto, due ragazzi e due ragazze, da poco uscito da un pub. In questi due anni il suo ricordo è stato tenuto vivo da Alessandra, mamma di altri due ragazzi, che non smette, "e mai smetterò", di raccontare il figlio scomparso per parole ed immagini; e di condividere commoventi riflessioni su vita e morte, amore e amicizia. "Io sono fortunata, sì - così uno degli ultimi post - . Anche nel dolore più grande, ho avuto il dono di provare amore, che mi ha aiutato a non mollare, a non cadere nel baratro della disperazione. Ora guardo lassù, mentre abbraccio chi è qui con me. E avere un amore in cielo rende questo amore immenso e luminoso come le stelle". La giornata di domenica sarà l’occasione anche di salutare tanti ex concittadini. La famiglia di Leo, duramente colpita, in inverno, anche da un devastante incendio nella sua casa trezzanese, ha scelto di trasferirsi altrove. L’ultimo rinvio del processo, apertosi nei mesi successivi all’incidente, è stato necessario per consentire la consegna di una perizia da parte di un consulente tecnico nominato dal tribunale. Velocità dell’auto che investì e punto esatto dell’impatto sono ancora al centro di un duro braccio di ferro fra le parti.