Disagio psicologico e povertà educativa. Progetto Smart in soccorso agli adolescenti

Pioltello, istituti, oratori, amministrazione e associazioni uniscono le forze

Disagio psicologico e povertà educativa. Progetto Smart in soccorso agli adolescenti

Disagio psicologico e povertà educativa. Progetto Smart in soccorso agli adolescenti

Protagoniste le scuole di Pioltello, a partire dall’Iqbal Masih, l’istituto da una settimana al centro della polemica per la decisione di chiudere il giorno di fine Ramadan. Nasce Smart, la rete di aiuto psicologico per la fascia 11-17 anni, al lavoro Aleimar, l’associazione di Melzo che tira le fila di diversi progetti di cooperazione in città, Comune, Asst Melegnano-Martesana e no-profit, finanzia Fondazione Cariplo. "Puntiamo ad aiutare 50 ragazzi a rischio", spiegano i partner. I problemi dopo il Covid si sono moltiplicati, "ma spesso si aggiungono a contesti di povertà educativa ed economica". Sono alcuni casi dei quali la task force si occuperà, ma l’approccio andrà oltre lo studente "per aprirsi alla famiglia. È una nuova ottica", nel gruppo anche mediatori linguistici, indispensabili in una realtà in cui uno su quattro è straniero. A coordinare è Futura, l’azienda comunale dei servizi alla persona, a offrire le prestazioni invece sarà Psiche & Soma, già all’opera da queste parti. Il lavoro di squadra sarà soprattutto dedicato a individuare le situazioni critiche, il ruolo chiave sarà in capo proprio alle scuole, anche la Mattei-Di Vittorio. Al progetto partecipano i quattro oratori pioltellesi che prendono già parte a un altro piano, “Incontro“, finanziato da Fondazione di Comunità di Milano, di cui Aleimar è capofila e Azienda Futura partner attivo: grazie a educatori esperti di un team in fase di definizione, contribuiranno a intercettare condizioni alle quali serve attenzione.

"Pioltello ha tante necessità reali, abbiamo bisogno di progetti che riescano a calarsi sul territorio in tempi brevi, perché i bambini crescono in fretta e dobbiamo rispondere quando i problemi ci sono", dice la sindaca, Ivonne Cosciotti. "Fondazione Cariplo ha creduto in qualcosa di importante che manca – aggiunge Mirko Dichio, assessore ai Servizi sociali –. Qui, la rete si fa davvero sul territorio, si lavora già con le scuole e gli oratori per rispondere alle difficoltà che emergono in vicende complesse, ma non solo: il disagio psicologico è trasversale. Emerge anche in contesti all’apparenza sereni in cui non ci sono questioni di integrazione. Per questo bisogna fare particolarmente attenzione e cercare di offrire un sostegno più ampio possibile".

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