LAURA LANA
Cronaca

Debutto con polemiche. Il primo Consiglio in scena per pochi intimi

Cusano, nell’aula è riuscita a entrare solo una minima parte del pubblico. Audio pessimo, impossibile seguire la seduta da casa o sullo schermo esterno.

Debutto con polemiche. Il primo Consiglio in scena per pochi intimi

Debutto con polemiche. Il primo Consiglio in scena per pochi intimi

Il nuovo consiglio comunale della Città Giardino si insedia tra pochi intimi. Nell’aula, oltre agli eletti, alla Giunta e al personale, entrano solo 25 persone, alle quali viene consegnato il numero come in salumeria. Resta fuori anche metà della stampa. "Sono venuta qui perché da casa non si sente niente. Il collegamento YouTube è pessimo". Ma anche dallo schermo, piazzato fuori dal palazzetto, l’audio gracchia. C’è chi prova a mettersi dietro il televisore e l’unica cassa. "Non si capisce nulla neanche così".

I commenti si sprecano. "Buona la prima? Proprio no. Avrebbero potuto allestire un’altra sala, almeno per quest’apertura di mandato. O, almeno, mettere qui qualche sedia. Ci sono anche anziani, persone in girello e con le stampelle". Davide Veronese, già assessore a Cinisello Balsamo dal 2009 al 2013, è nominato presidente del consiglio alla seconda votazione. "I problemi strutturali di questa sala non hanno consentito l’accesso al pubblico. È doveroso ridare piena agibilità all’aula consiliare: questo è un fatto non più procrastinabile", ha ammesso durante il suo discorso.

Dopo qualche problema a indossare la fascia tricolore, la sindaca Carla Pessina ha ringraziato l’amministrazione precedente e sottolineato i valori di pace, giustizia e libertà. "È importante non accontentarsi di una democrazia imperfetta, ma continuare a operare perché ogni cittadino prenda parte della vita pubblica. Al cuore della democrazia ci sono le persone, le comunità e le espressioni civili. Spetta a noi essere da esempio e riferimento, creare luoghi dove i cittadini possano portare le loro istanze, discutere e trovare soluzioni".

Tra i vari interventi, quello dell’ex sindaco di centrodestra Valeria Lesma, per cinque anni costretta ai banchi dell’opposizione. "La cosa più difficile da realizzare è essere il sindaco di tutti, fare in modo che tutti si sentano pienamente rappresentati da lei, soprattutto quelli che non l’hanno votata e soprattutto dopo una percentuale molto esigua di elettori che ha eletto il sindaco con meno del 23% degli aventi diritto al voto. Questa opposizione sarà orientata al bene comune e non a un ostruzionismo sterile quale quello che ho visto nei 5 anni del mio mandato". Già alla prima seduta non sono mancati i battibecchi tra i banchi di minoranza e maggioranza, con tanto di stoccate sulle competenze e sulla composizione della Giunta. Mentre man mano le persone fuori tornavano a casa, poco dopo le 22 ha fatto la sua apparizione Nina, la cagnologna del sindaco, con tanto di giro alle panchine per i saluti.