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26 mag 2022

Dall’inferno di Mariupol a Milano La scuola “adotta“ otto ragazzi

Sono scappati dalla guerra, alcuni sono rimasti orfani. L’istituto Freud offre sostentamento e formazione "Non potevamo rimanere indifferenti". Sono già 13mila i profughi ucraini accolti in città: sos minorenni

26 mag 2022
diandrea gianni
Cronaca
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto
Il direttore della scuola Freud, Daniele Nappo, con alcuni dei ragazzi ucraini accolti dall’istituto

di Andrea Gianni

Dall’inferno di Mariupol o di Kiev, dai territori dell’Ucraina sconvolti dalla guerra, a un approdo sicuro a Milano. Otto ragazze e ragazzi ucraini, dai 14 ai 17 anni, sei femmine e due maschi, sono stati “adottati“ dalla scuola Freud di Milano tramite la Fondazione Sant’Ambrogio, una onlus del terzo settore. C’è chi ha perso un genitore, chi ha un padre che è stato arruolato per difendere la nazione dopo l’invasione della Russia, chi rimanendo in Ucraina avrebbe rischiato la morte sotto i bombardamenti. Di certo gli adolescenti non potevano più studiare e non erano più in grado di condurre la vita normale di ogni giovane che guarda a un futuro pieno di speranze, sogni e opportunità. Sono fuggiti dall’Ucraina e, come tanti loro coetanei, hanno trovato rifugio in Europa.

A offrire loro un percorso concreto è la scuola superiore milanese che si occuperà completamente, e gratuitamente, del loro sostentamento e della loro formazione. Tutti sono stati iscritti all’Istituto Turistico ed è stato previsto un percorso preciso e strutturato - già iniziato in questi giorni - per consentire un loro inserimento. Le tappe, in sintesi, sono l’accoglienza, il supporto psicologico, l’alfabetizzazione della lingua italiana grazie a docenti di russo, il miglioramento dello studio dell’inglese per chi ha già una conoscenza della lingua e per tutti in seguito il regolare insegnamento. "Non potevamo rimanere indifferenti all’immane tragedia dovuta all’invasione della Russia – spiega Daniele Nappo, direttore della scuola Freud che ha coordinato il “Progetto Adozione“ –. Abbiamo accolto questi ragazzi spaventati, frastornati, costretti a un esodo non voluto. Non è giusto che debbano soffrire e che il loro futuro sia compromesso. Ed è per questo motivo che potranno fare tutto il percorso delle superiori nella speranza che il loro futuro sia migliore del presente. Sono ragazzi innocenti come tutti – conclude – non meritano il dolore e di essere abbandonati".

È la tappa di un percorso di collaborazione fra l’istituto milanese e la Fondazione Sant’Ambrogio, in prima linea al fianco dei minorenni che vivono situazioni di disagio. Solo a Milano sono arrivati, finora, circa 13mila profughi ucraini, in maggioranza donne e bambini. Per loro si è attivata una rete di solidarietà, fra pubblica amministrazione, associazioni e famiglie che si sono messe a disposizione per l’accoglienza. "Ce la stiamo facendo – ha spiegato ieri il sindaco Giuseppe Sala –. Chiediamo quello che chiedono tutti, di aiutare l’Ucraina e che possa arrivare alla pace". In seguito alla guerra "stiamo pagando un prezzo non tanto per l’ospitalità agli ucraini ma sul fronte dell’economia. Ad esempio abbiamo dovuto fermare i lavori in una via centrale di Milano perché a un’impresa mancava il catrame – ha aggiunto Sala – quindi l’economia oggi è abbastanza bloccata. Come sempre quando c’è crisi e quando inflazione e tassi di interesse vanno su i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri, c’è tanta gente in difficoltà".

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