GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Regione Lombardia, cure mediche a stranieri irregolari: sì del centrodestra, ma per errore

Ok all’emendamento del Pd. In maggioranza c’è chi non sapeva cosa si votasse e chi scarica su Bertolaso Garavaglia, capogruppo di FdI: "Noi leali nel seguire l’assessore, lui però ha cambiato idea all’ultimo"

L'assessore al Welfare Guido Bertolaso

L'assessore al Welfare Guido Bertolaso

Milano –  Guido Bertolaso è riuscito a far votare a tutto il centrodestra un emendamento al Piano Sociosanitario lombardo con il quale il Pd chiedeva di "assicurare le cure ambulatoriali ai cittadini stranieri senza permesso di soggiorno" provvedendo al rilascio del codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) nel caso si tratti di extracomunitari o del codice ENI (Europei Non Iscritti) nel caso si tratti di comunitari non in regola, con particolare riferimento alle Case di Comunità e alle prestazioni in esse fornite. Un sì unanime, quello arrivato ieri sera dal Consiglio regionale. Ma, a quanto pare, non era nei programmi del centrodestra né il sì né tantomeno il sì unanime.

Eloquente, a tal proposito, l’espressione di stupore disegnatasi sul volto di Carlo Borghetti, il consigliere regionale del Pd primo firmatario dell’emendamento, non appena constatato l’esito della votazione. Un esito al quale si sarebbe arrivati in parte per un improvviso cambio di rotta dell’assessore regionale al Welfare ed in parte per la distrazione di alcuni consiglieri di maggiroanza.

Sebbene il dettato costituzionale imponga già di per sé di garantire l’assistenza sanitaria a chiunque ne abbia bisogno, l’emendamento, come anticipato, è stato votato da tutti i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e della Lega, i partiti storicamente più chiusi nei confronti dell’immigrazione. Un fatto non proprio scontato. E infatti si è trattato di un mezzo errore: alcuni consiglieri di maggioranza hanno votato come Bertolaso senza far caso a quale emendamento fosse in votazione in quel momento e, quindi, senza potersi accorgere che l’assessore stava votando – a quanto pare – in maniera opposta a quella concordata dalla maggioranza prima della seduta.

La luce verde accesa da Bertolaso ha indotto tutti i consiglieri di centrodestra al via libera. Alcuni di questi hanno capito di quale emendamento si trattasse solo quando hanno visto Borghetti complimentarsi con Bertolaso. Da qui la rabbia di alcuni consiglieri di FdI, emersa nel corso di una riunione di gruppo convocata nella pausa dei lavori del Consiglio che ha fatto seguito all’approvazione del provvedimento: "Vediamo se dura più l’emendamento o più Bertolaso", si è lasciato scappare un consigliere di FdI. "Non so se alcuni consiglieri non abbiano capito quale fosse l’emendamento al voto – dichiara Cristian Garavaglia, capogruppo di FdI –, so che Bertolaso ha cambiato orientamento all’ultimo, senza preavviso, e noi ci siamo adeguati con la lealtà che ci caratterizza. In ogni caso con questo emendamento non cambia nulla nella pratica".

«Finalmente un sussulto di civiltà da parte della maggioranza in Regione – commenta Borghetti –. Ho raccolto con molto piacere il parere favorevole dell’assessore Bertolaso e mi sono meravigliato del voto favorevole dei consiglieri di maggioranza. Spero che abbiano fatto un voto consapevole: l’assistenza sanitaria deve essere garantita sempre a chiunque ne abbia bisogno, indipendentemente dai soldi che ha in tasca o dai documenti che ha o non ha".