ANDREA GIANNI
Cronaca

Covid alla Rsa Don Gnocchi: familiari in tribunale vestiti di nero. Quali sono le loro richieste

Arriva in aula l’opposizione all’archiviazione dell’indagine sui decessi del 2020: il giorno prima dell’udienza previsto un presidio dei parenti

Covid nelle strutture sanitarie (Archivio)
Covid nelle strutture sanitarie (Archivio)

Milano, 4 settembre 2023 – Si presenteranno a Palazzo di giustizia vestiti di nero, con le foto dei parenti morti all’inizio della pandemia in strutture milanesi appartenenti alla Fondazione Don Gnocchi, quando il Covid dilagò nelle residenze sanitarie.

Chiedono di "non mettere una pietra sopra su quello che è successo", perché "molti decessi potevano essere evitati".

Passaggio in aula

Il 13 settembre si discuterà davanti al gip l’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta per epidemia colposa, omicidio e lesioni colpose sulla gestione, nella primavera 2020, dell’emergenza Covid all’Istituto Palazzolo-Don Gnocchi, una delle tante Rsa travolte dalla prima ondata di contagi. Inchiesta scaturita dagli esposti presentati da una cinquantina di familiari delle vittime, assistiti dallo studio legale Reboa, e sfociata nella richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti del dg e di altri vertici dell’epoca.

Il giorno prima dell’udienza i familiari si riuniranno in presidio davanti al Palazzo di giustizia: chiedono al gip di non archiviare il caso, accogliendo la loro istanza depositata un anno fa. "La pandemia ha portato alla luce le carenze di un sistema che non è cambiato, sulle Rsa c’è un problema sociale che va risolto", riflette Carla Porfirio, che ha perso la madre il 6 aprile 2020. La donna, 85 anni, ricoverata da tempo, secondo la figlia fu lasciata "in una situazione di abbandono", fino al decesso.

Le richieste dei familiari

“Non è possibile che nessuno sia responsabile per gli errori commessi – prosegue Porfirio – e per questo chiediamo che si indaghi più a fondo, invece di far cadere il silenzio su una tragedia che potrebbe ripetersi".

La maggior parte delle indagini aperte in tutta Italia su decessi durante la pandemia è sfociata in archiviazioni. Archiviata dal Tribunale dei Ministri di Brescia anche la maxi-inchiesta della Procura di Bergamo con al centro le accuse di epidemia e omicidio colposo contestate, tra gli altri, all’ex premier Giuseppe Conte.

Il precedente del Trivulzio

Esito diverso sui decessi al Pio Albergo Trivulzio: in questo caso il gip di Milano non ha archiviato, e ha disposto un supplemento istruttorio ancora in corso.

Per quanto riguarda il Don Gnocchi (la Fondazione ha sempre sostenuto la correttezza dell’operato), secondo i pm dagli accertamenti non sono emersi profili di colpa nella situazione in cui allora l’intero Paese si trovava, con una scarsa conoscenza del virus e la carenza di dispositivi di protezione.

"Attribuire la responsabilità della mala gestio di una pandemia agli indagati – scrivono i pm – significherebbe individuare un “capro espiatorio“". Posizione contestata dai familiari delle vittime, al centro di una partita giudiziaria ancora da giocare.