Corteccia dice stop: chiude la libreria di quartiere in via Lanino. I motivi

Le due socie si arrendono dopo quasi dieci anni di attività e iniziative in zona Solari

Corteccia ha chiuso i battenti a fine del mese scorso

Corteccia ha chiuso i battenti a fine del mese scorso

Milano, 14 marzo 2024 – Si chiamava “Corteccia“ ed era in via Lanino, zona Solari. I verbi sono declinati al passato perché questa libreria di quartiere che per quasi 10 anni si è ritagliata un posto tra i negozi di vicinato e soprattutto nel cuore dei suoi piccoli lettori, superando sia le difficoltà dovute alla presenza del cantiere M4 e sia quelle del periodo buio del Covid, ha chiuso i battenti lo scorso 29 febbraio.

I motivi dello stop

"Non riapriremo", dice Alice Angelotti, 41enne, che insieme alla socia Anita Ballabio, di 40, ha preso questa decisione. "La scelta più dura della nostra vita, dettata da un insieme di motivi: la concorrenza dei colossi online, il costo della vita a Milano, sempre meno aiuti pubblici".

Le due donne, mamme di tre bimbi, si erano conosciute lavorando al Bookshop del Museo del ’900, e insieme avevano deciso di aprire la loro attività. "Adesso non sappiamo ancora quale sarà il nostro futuro".

La loro è la seconda libreria di quartiere a gettare la spugna nel 2024 dopo “Tiritera“ di via Govone, a pochi passi da via MacMahon, la cui titolare Cinzia Cantù si è arresa dopo 8 anni per le stesse ragioni. E anche se c’è un trio di ragazze che sempre in via Govone sta per aprire “Chissadove“, questo caso di passaggio di testimone ideale rappresenta l’eccezione: di solito, quando una saracinesca chiude non si risolleva.

"E l’anno potrebbe continuare a peggiorare, visti i tagli apportati nella legge finanziaria che riguardano direttamente le librerie. Senza il fondo conosciuto come Decreto Franceschini, le librerie perdono l’entrata derivante dalle forniture alle biblioteche di zona. Inoltre, è prevista una riduzione del finanziamento della Tax credit e viene abolita la 18app, sostituita da due carte non equiparabili, perché valide solo per un numero ristretto di diciottenni. Di contro, l’aumento delle spese e degli affitti, almeno a Milano, non conosce tregua", spiegano le Librerie indipendenti milanesi (Lim), che si sono unite chiedendo aiuto al Comune per salvaguardare i “piccoli gioielli“ dei quartieri, presidi culturali ma anche sociali, "che portano un valore intangibile, che va riconosciuto", sottolinea Luca Ambrogio Santini, presidente Lim, che da 10 anni porta avanti la sua attività di libraio itinerante: “Librisottocasa“, dopo aver chiuso nel 2013 il negozio fisico in largo Mahler.

"Abbiamo incontrato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, proponendogli di istituire un Albo delle librerie indipendenti di qualità, sul modello di quello adottato a Parigi. Poi occorrerà studiare misure di decontribuzione su Imu, Tari, imposte per occupazione di suolo e scia per eventi esterni. Venerdì (domani, ndr) incontreremo anche l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello. Chiederemo anche di promuovere bandi per l’apertura di librerie in spazi pubblici Intanto siamo soddisfatti dell’ascolto ricevuto".

Per “Tiritera“ e “Corteccia“ ormai è tardi. "Ma siamo contente di quello che abbiamo creato in questi anni – conclude Angelotti –: la gente ci ha travolto con un’ondata d’affetto smisurata. La nostra era una realtà non solo commerciale: era un presidio sociale, una rete tra le persone. E questa continuerà a vivere".

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