Milano, 8 marzo 2020 - Strade deserte e supermercati presi d'assalto. E' la singolare immagine che arriva da stamani da Milano. All'indomani delle prime informazioni sul decreto del Governo che introduce misure restrittive per la Lombardia e 14 province al fine di arginare l'emergenza coronavirus. Nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, al momento non ci sono controlli specifici su chi viaggia, né in città né in provincia. I sindacati di polizia, intanto, fanno notare che qualunque disposizione potrà divenire operativa solo dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto firmato ieri notte. Al cotnrario di ieri notte, quando, alla stazione Garibaldi, un intercity è stato "preso d'assalto" da gente in partenza, stamattina non si è registrata ressa a Milano Centrale. In generale e' tutta la citta' ad apparire deserta. Sia nelle strade del centro che nella metropolitana le persone sembrano molto meno della normalita'.

Code ai supermercati

I supermercati stamattina hanno aperto alle 9 e si sono riempiti subito: non ci sono assalti né lunghe code nei grandi supermercati di Milano ma è evidente che non è una domenica qualsiasi. "C'è stata subito tanta gente, sarà una lunga giornata", spiega un addetto alla sicurezza in un supermercato mentre blocca la gente all'ingresso facendola entrare a scaglioni. "Stiamo un po' a distanza", è la frase che si sente pronunciare tra le persone nelle corsie, mentre fuori i venditori di mimose rimangono con i loro banchetti pieni. Non è un 8 marzo e non è una domenica qualsiasi, infatti, e i milanesi prendono le misure al nuovo decreto, iniziando a fare  la spesa. Con le mascherine o coprendosi in qualche modo il viso, con un solo carrello ma riempiendolo per bene e, per ora, senza situazioni di particolare ressa. Ma sarà una lunga giornata, come ben sanno i lavoratori dei supermercati  Dall'interfono si informano i clienti che e' necessario mantenere la distanza di sicurezza e i commessi alle casse regolano l'afflusso.

Ressa al terminal dei bus

Affiollato stamattina il terminal dei pullman in partenza da Milano. Molti stranieri e studenti, in gruppi di due-tre. Affollato da prima delle 7 il terminal di Lampugnano, a Milano, il principale scalo per i pullman di linea diretti in tutta Italia e all'estero. Sono circa in 150 ad attendere gli autobus soprattutto stranieri, preoccupati di non poter tornare al loro Paese, e studenti, che per lo stesso motivo vogliono rientrare in famiglia. "Qui di solito alla domenica mattina c'è pochissima gente - dice un negoziante - perché chi parte va via al sabato o al venerdì. Oggi è pieno e sta aumentando. Ma il grosso è stato ieri sera". Solo nella sala d'aspetto, gremita di viaggiatori, ci sono  una cinquantina di persone, ma la maggior parte sono all'esterno. Il bar fa rispettare le ordinanze e non fa  consumare al banco, ma due metri più in là le persone in attesa sono sedute una a fianco all'altra con bambini e bagagli.  "Noi stiamo aspettando il pullman per andare a Bari, arriva alle 10 ma siamo venuti presto per capire che succedeva. All'inizio volevamo restare, ma tutti i nostri amici che stanno al Nord sono già giù». A raccontarlo sono tre studenti pugliesi che frequentano l'università a Milano. «I corsi sono sospesi - aggiungono - gli esami non si capisce come si daranno e quando. Tutti i nostri compagni di corso sono partiti la scorsa settimana". "Io a casa non ho più le mie inquiline - spiega una di loro - Ho fatto le valigie e vado dai miei finché posso".

Partenze anticipate in Stazione Centrale

In stazione Centrale a Milano sono tante le persone che hanno deciso di partire o di anticipare le partenze. In stazione per ora non c'è confusione, i viaggiatori arrivano in modo ordinato, molti indossano una mascherina e spiegano che hanno deciso di partire dopo la firma del decreto da parte del governo. Molti questa mattina sono diretti a Venezia. "Da zona rossa a zona rossa - ha spiegato una studentessa che ha deciso di tornare a casa prima -. Spero di riuscire a partire, ho già il biglietto, dovevo prendere il treno stasera ma ho anticipato per non rischiare". Una decisione "così non ce la aspettavamo - ha spiegato una coppia di ragazzi che studiano a Milano e tornano a Firenze, nella loro città -. Ieri abbiamo preparato la valigia e stamattina siamo venuti qua presto per cercare di prendere il primo treno. Avevamo già intenzione di tornare a casa vista la situazione in Lombardia ma abbiamo anticipato". Al momento ai passeggeri viene solo controllato, come di consueto, il biglietto prima di accedere ai binari.

Linate semideserto

Nessuna corsa ai check in all'aeroporto di Linate, a Milano. I banchi dei check-in Alitalia sono quasi vuoti e qualcuno ha anticipato la partenza per evitare di restare bloccato in Lombardia. Una coppia di neo-nonni, in visita alla nipotina, doveva rientrare ad Alghero martedì ma vista "la confusione di questo decreto abbiamo ricomprato i biglietti e partiamo ora, per non rischiare di rimanere bloccati", raccontano indossando la mascherina. Anche una coppia di studenti di Catania ha anticipato il rientro in Sicilia: "Partiamo oggi ma sappiamo quando torniamo, ci fermiamo giù". Pochi anche i voli cancellati tra cui quelli diretti a Napoli, Roma, Perugia, Alghero ma anche Bruxelles e Francoforte.

Si ferma lo shopping

Si è già fermato lo shopping nel centro di Milano: in corso Vittorio Emanuele, la principale via pedonale che costeggia il Duomo, molti negozi delle grandi catene di fast fashion sono chiusi. Porte sbarrate alla Rinascente, tempio dello shopping milanese di alta fascia, dove è esposto un cartello che spiega  che "in ottemperanza a decreto della presidenza del Consiglio Rinascente rimarrà chiusa nei giorni di sabato e domenica fino a nuove disposizioni". Così come è chiuso uno degli store più famosi della città, quello della Apple. Nei negozi aperti gli ingressi sono comunque contingentati per rispettare il divieto di assembramento e le distanze di sicurezza tra le persone di almeno un metro. Nonostante le chiusure, ci sono persone che non hanno rinunciato ad una passeggiata a piedi in centro, con gli amici, con la famiglia,  complice anche la giornata di sole e la temperatura mite .Chiuse già da stamattina e per tutto il weekend le librerie Feltrinelli più grandi di 250 metri quadrati  Quelle più piccole potranno rimanere aperte, nella logica di un controllo più efficace sulle distanze fra i clienti. Nei giorni feriali anche i punti vendita più grandi potranno aprire rispettando le norme igieniche e di distanza.

Bar e locali

Tra le scene mai viste prima, conseguenza del coronavirus, ci sono i clienti di bar e altri locali, come pizzerie da asporto, che entrano uno alla volta nell'esercizio. Il provvedimento prevede infatti che "è a carico del gestore far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione". Nei locali di dimensioni più ridotte, inevitabile per i titolari chiedere agli avventori di entrare uno per ciascuno

Parchi affollati

I milanesi non si sono chiusi in casa in attesa di capire le esatte prescrizioni del decreto del Governo sulla 'chiusura' della Lombardia. Nella prima giornata di quarantena con cielo limpido e clima quasi primaverile, in molti hanno deciso di trascorrere la mattina al parco Montanelli, uno dei polmoni verdi della città  in pieno centro. tra padroni di cani, persone che fanno jogging e famiglie con passeggini e bambini al seguito, sembra quasi una domenica come le altre. Non è questa l'unica zona in cui si vedono comunque milanesi in giro: anche nel parco di Largo Marinai d'Italia, nella zona est della città, ci sono passeggini e runner e in corso Buenos Aires, una delle grandi vie dello shopping milanesi, ci sono persone che passeggiano tra i bar e alcuni negozi ancora aperti.