LAURA LANA
Cronaca

Cormano, l'Anpi salva la Festa della Repubblica cancellata dal sindaco: “Il 2 giugno non si tocca”

L'amministrazione nei giorni scorsi aveva sospeso le celebrazioni istituzionali "per non rischiare strumentalizzazioni politiche in vista delle elezioni". L'associazione partigiani ha riunito centinaia di persone

Cormano, il presidio Anpi per la Festa della Repubblica

Cormano (Milano), 2 giugno 2024 – L’Anpi ha chiamato e la cittadinanza ha risposto. Così, in piazza Scurati, la festa della Repubblica oggi, domenica 2 giugno, è stata celebrata nonostante l’amministrazione avesse cancellato ogni momento istituzionale e ufficiale. A salvarla è stata la sezione cittadina dell’associazione dei partigiani, che ha visto l’adesione di onlus, cittadini e dei partiti di centrosinistra.

“Una decisione incomprensibile e sbagliata. Era doveroso partecipare a questo presidio per celebrare la nascita della Repubblica democratica e antifascista”, hanno detto i tanti cormanesi scesi in piazza. in prima fila c’erano anche Ugo Vecchiarelli e Roberto Cornelli. C’erano i bambini delle scuole che fin da dicembre hanno aderito a un progetto dell’Anpi: i loro disegni per il 25 Aprile sono stati infatti digitalizzati e resi visibili sul tabellone luminoso proprio in vista del 2 Giugno.

Un benvenuto nelle strade di accesso alla città, perché “ci sono ricorrenze e valori intoccabili, su cui non si transige”. “Questa decisione ci ha colto alla sprovvista e abbiamo deciso, come Anpi, di raccogliere la gente. È la Festa della Repubblica, è la festa di tutti – ha spiegato il vicepresidente di Anpi Cormano Evaldo Porro – . Non riusciamo a comprenderne le motivazioni: non è certo la prima volta che siamo chiamati alle urne a giugno, eppure nessuno si era mai sognato di cancellare la Festa della Repubblica”.

Il presidio di piazza Scurati è stato sostenuto anche dall’Anpi provinciale, che ha definito “vergognosa la decisione a Cormano”, una presa di posizione “incomprensibile e sbagliata” da parte dell’amministrazione comunale. Nei giorni scorsi, il sindaco uscente, attualmente ricandidato per il centrodestra, Luigi Magistro, aveva inviato una comunicazione ai consiglieri comunali. “Trovandoci a ridosso delle elezioni ed essendo quindi in periodo di par condicio, la Giunta Comunale ha deciso di non prevedere alcuna cerimonia per la data del 2 giugno, Festa della Repubblica, al fine di non rischiare strumentalizzazioni su una data così importante per la nostra Comunità – aveva scritto -. A fronte di questa decisione il sindaco prenderà parte alla Cerimonia indetta dal Prefetto di Milano”.

Così, questa mattina, Magistro era a Milano, insieme ad altri primi cittadini che, però, non hanno mancato di organizzare iniziative anche nei loro Comuni. “W la Repubblica”, ha scritto Magistro in un post sul suo profilo Facebook. “Cerimonia in prefettura con i colleghi sindaci e il Prefetto di Milano. L'amministrazione comunale ha accolto l'invito a celebrare il 2 Giugno alla presenza del Prefetto con gli altri colleghi sindaci, rappresentando tutti i cittadini di Cormano che si riconoscono nelle istituzioni dell'Italia Repubblicana nata 78 anni fa e nei suoi valori di libertà e democrazia”, si legge invece sul profilo del municipio.

È stato proprio il sindaco a rendere questa giornata divisiva. Oggi è successo qualcosa di grave e inaccettabile – hanno denunciato i cittadini presenti al presidio -. Si nascondono dietro la campagna elettorale per non celebrare i nostri diritti antifascisti”. Dall’altra parte della piazza, c’era il gazebo elettorale del centrodestra a far campagna per il sindaco Magistro e, nel pomeriggio, al Parco dell'Acqua la coalizione di maggioranza terra una grande festa elettorale con Pippo Palmieri. “Un sindaco fuori dalla storia” lo ha definito Emanuele Fiano, candidato alle elezioni europee per il Pd e presente in piazza Scurati. “Forse è nervoso, per le elezioni amministrative che si svolgeranno l’8 e 9 Giugno. Forse è eccitato perché pensa che se dovessero vincere i sostenitori della riforma costituzionale Meloni, allora finalmente ci sarebbe un uomo solo al comando, anzi una donna, come è nei sogni della destra italiana da sempre. E quindi addio Festa della Repubblica, parlamentare e antifascista come l’abbiamo celebrata sino a oggi. Oppure non vede l’ora che l’Italia sia spacchettata in 20, per una riforma delle autonomie fatta male. E anche lì il 2 Giugno perderebbe il senso che ha oggi. Non so cosa pensi, ma vietare le celebrazioni del 2 Giugno perché siamo in par condicio e dunque la Festa potrebbe essere considerata divisiva è qualcosa che non avevamo mai visto in Italia”.

Proprio il Prefetto viene chiamato in causa da Fiano. “Il Presidente Mattarella, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Matteo Salvini, Antonio Taiani cosa ci fanno oggi ai Fori Imperiali? Stanno contravvenendo la legge? Stanno dividendo il paese? Dovrebbe intervenire il Prefetto, a nome del governo, la Festa della Repubblica non si tocca. La storia non si tocca. Perché quando cominci a toccare la storia o a riscriverla, è perché vuoi peggiorare il presente, e restringere la libertà”.