Milano, l’assessora del Comune: “Il 20% delle chiamate ai taxi resta senza risposta, con picchi del 40%”

Arianna Censi dopo la delibera dell’emissione di 450 nuove licenze: “Il costo di 100 mila auto è in linea con le analisi del mercato”

La frequente coda di viaggiatori in attesa di taxi di fronte alla Stazione centrale di Milano (Ansa/Paolo Salmoirago)
La frequente coda di viaggiatori in attesa di taxi di fronte alla Stazione centrale di Milano (Ansa/Paolo Salmoirago)

L’assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, ha spiegato che in città “oltre il 20% delle chiamate di taxi in città è inevaso e arriva a punte del 40% tra maggio e giugno” e che per questo motivo l’Autorità antitrust italiana ha intimato di risolvere il problema.

La carenza cronica di auto bianche nel capoluogo milanese è un fatto risaputo e, per rispondere alla questione, il Comune ha deliberato l’emissione di 450 nuove licenze di taxi. “Se non agissimo – spiega l’assessora – saremmo in difetto. Bisogna rassegnarsi sul fatto che è necessario andare in questa direzione”.

Il costo delle licenze proposto dall’amministrazione milanese, pari a circa 100 mila euro, è “in linea con quello che è stato valutato nell'analisi del mercato – continua la Censi – ed è un sistema molto complesso su cui si esprimerà l'Autorità di regolazione dei trasporti, non è una decisione che assume unicamente il Comune che ha fatto una proposta che è figlia di una serie di analisi del mercato, della realtà e del numero di taxi. Le licenze devono essere onerose, da quello che ha stabilito la legge e i proventi delle licenze straordinarie devono andare interamente a coloro che hanno già una licenza”.

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