Clan Maiolo-Manno di Pioltello Quasi 13 anni al boss Cosimo Altre nove condanne ai familiari

Dalla gup gup Anna Calabi pene pesanti malgrado lo sconto di un terzo della pena per il rito abbreviato. Colpevoli di gravi reati anche i tre figli Salvatore, Antonio e Omar, il fratello Damiano e il nipote Giovanni.

Clan Maiolo-Manno di Pioltello  Quasi 13 anni al boss Cosimo  Altre nove condanne ai familiari

Clan Maiolo-Manno di Pioltello Quasi 13 anni al boss Cosimo Altre nove condanne ai familiari

Dieci condanne a pene comprese tra i 4 anni e 8 mesi e i 12 anni e 8 mesi di reclusione: è la sentenza in primo grado, con rito abbreviato, con lo sconto di un terzo della pena, del processo al clan della ‘ndrangheta dei Maiolo-Manno. La cosca, tra le altre cose, a Pioltello nel 2021 aveva fornito appoggio al candidato sindaco del centrodestra, che poi non è stato eletto.

Gli investigatori avevano documentato il tentativo di appoggio al candidato sindaco Claudio Fina, non indagato (come lui stesso ha chiarito). La Mobile aveva intercettato un pranzo fra lui e Cosimo Maiolo. Il boss era accusato anche di aver organizzato un banchetto elettorale a suo favore nella pescheria gestita dal figlio, "sfruttando la propria fama di soggetto apicale in seno alla locale di Pioltello". In questo modo faceva "in maniera palese campagna elettorale a favore di Fina e invitava la comunità straniera presente in città a votare per lui, e manifestava pubblicamente il sostegno della ‘ndrangheta al candidato facendo in tal modo pressioni perché gli elettori facessero altrettanto".

L’inchiesta, con arresti eseguiti lo scorso dicembre nell’indagine coordinata dai pm della Dda Paolo Storari e Stefano Ammendola e condotta dalla polizia, aveva messo in luce come l’organizzazione criminale operasse sia nelle forme "classiche", per esempio il traffico di droga, armi, richieste di pizzo, intimidazioni e usura, sia con quelle più sofisticate come l’infiltrazione nei business, con la creazione di "serbatoi di manodopera", "affari" sul trasporto salme in piena pandemia, e l’inquinamento delle competizioni elettorali. Ieri il gup Anna Calabi ha condannato Cosimo Maiolo, 58 anni presunto boss della locale, sorta di “feudo indiscusso” di Pioltello, a 12 anni e 8 mesi e i suoi tre figli Salvatore (10 anni e 8 mesi), Antonio (8 anni e 8 mesi) e Omar (6 anni), il fratello del presunto boss, Damiano (9 anni e 2 mesi) e il nipote Giovanni (8 anni e 10 mesi). Condannati anche gli altri imputati, tra cui Luca Del Monaco (10 anni e 10 mesi) e Fabio Ferrera (7 anni e 9 mesi). Disposta per alcuni imputati, tra cui Cosimo Maiolo, anche la misura di sicurezza "dell’assegnazione a una casa di lavoro" per 3 anni.

Il capo e altri sono stati pure condannati "al risarcimento dei danni a favore dell’associazione Wikimafia aps" con 17mila euro "a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva". Confiscati numerosi immobili tra Pioltello, Peschiera Borromeo e Spino d’Adda e due Jaguar. Le accuse a vario titolo erano di associazione mafiosa, coercizione elettorale, traffico di droga, tentata estorsione, tentato omicidio e altri reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Cosimo Maiolo era già finito in carcere nel blitz “Crimine-Infinito” del 2010 e condannato a oltre 11 anni. Anna Giorgi