Cinisello Balsamo, la scritta sul muro: “Ghilardi infame”. La vendetta per la lotta alla droga

Le telecamere di Striscia la Notizia a Sant’Eusebio, Brumotti e il sindaco fra i palazzoni teatro di spaccio: spuntano le minacce

Il sindaco di Cinisello, Giacomo Ghilardi, e Vittorio Brumotti
Il sindaco di Cinisello, Giacomo Ghilardi, e Vittorio Brumotti

Cinisello Balsamo (Milano) – «Ghilardi infame». La scritta, con la vernice nera, è comparsa sulla struttura comunale Alberti a Sant’Eusebio, il quartiere noto per i palazzoni che da decenni sono teatro di spaccio e di regolamenti di conti tra malviventi. "Purtroppo, non è la prima volta che accade. Questo episodio segue la lapide rinvenuta nel 2021 nel parco del Grugnotorto e le minacce via social l’anno prima", commenta il sindaco.

Solo all’inizio di gennaio il Comune di Cinisello ha ricevuto oltre 13mila euro dall’Osservatorio del Governo sugli atti intimidatori contro gli amministratori pubblici. "Almeno le minacce hanno portato qualcosa di utile, che useremo per programmi di educazione alla legalità e alla partecipazione nelle scuole".

L’ennesimo caso intimidatorio avviene pochi giorni dopo la messa in onda del servizio di Striscia la Notizia, che ha portato Vittorio Brumotti proprio al "palazzone" del rione. Ad accompagnare l’inviato del programma di Canale5, c’era proprio il sindaco Giacomo Ghilardi. "Ho voluto essere lì con lui, come è nel mio stile, in prima persona, in una lotta che mi vede in prima linea per testimoniare il nostro lavoro sul campo. Continueremo a lavorare per ripulire e ripristinare legalità in un luogo della città che da oltre 40 anni era piazza di spaccio indisturbata". Quartiere di periferia, segnato dall’eroina negli anni Ottanta e, ancora oggi, quartier generale di poche e ben note famiglie italiane che controllano lo spaccio attraverso i loro pusher. "Ringrazio i cittadini che mi sono sempre accanto, che mi sostengono con i loro attestati di vicinanza e che meritano un luogo dove vivere sicuri e liberi da questa feccia che sfida le numerose retate con sfacciataggine. Grazie alle forze dell’ordine per il loro lavoro, costante e assiduo: molti risultati stanno arrivando, dopo diverse centinaia di arresti negli ultimi anni".

Non solo retate, in questi anni sono stati aperti nuovi servizi nel quartiere (centro infanzia Mocellin, la sede dell’associazione Sordi, sportelli di inclusione e aggregazione) e in questi mesi Aler sta restituendo alla comunità diversi alloggi che erano occupati abusivamente. "Con buona pace di tutti, la linea della lotta alla droga, alle occupazioni abusive e all’illegalità è tracciata. E non indietreggiamo, per il bene di tutti i cittadini onesti che meritano una Sant’Eusebio sana e vivibile".

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