Chiusa la mensa dell’asilo: "I piatti arrivano freddi"

Dopo un sopralluogo alla Don Milani di Opera, l’Ats ha vietato l’uso della cucina "Ora il cibo è servito in confezioni sigillate preparate da un centro cottura".

Chiusa la mensa: disagi per gli alunni. Ats ha effettuato un sopralluogo presso la scuola dell’infanzia Don Milani di Opera per un controllo inerente il servizio di refezione scolastica, trovando una situazione non idonea per la somministrazione dei pasti: "Mancanza di un lavandino, stracci e alcune stoviglie venivano lavate nei bagni dei bambini, assenza di un frigorifero, piani d’appoggio e dispense inesistenti, attrezzatura inadeguata, mancanza di possibilità di igienizzare mani o oggetti, assenza di postazioni per il personale", spiega Lea Corvino, consigliere comunale di opposizione . "Nella circostanza Ats ha comunicato agli organi preposti il divieto di utilizzo dei suddetti spazi considerati inadeguati e non igienici, obbligandoli quindi a servire il cibo in confezioni monoporzione sigillate direttamente da un centro cottura esterno: questo comporta inevitabilmente un’alterazione del gusto, dell’odore e della consistenza del cibo somministrato ai piccoli - aggiunge Corvino -. Inoltre, per garantire la giusta temperatura dei cibi, gli operatori dell’azienda trasportano le portate in due momenti diversi creando anche tempi di attesa prolungati tra una pietanza e l’altra". Un dato di fatto che palesa che i bambini della Don Milani stanno subendo un trattamento di serie B rispetto a tutti gli altri utenti delle scuole cittadine. "Sarebbe importante e opportuno che l’amministrazione comunale intervenisse con urgenza per eseguire i lavori necessari affinché si possa ripristinare l’utilizzo della cucina e dell’ascensore presenti nel plesso Don Milani - spiega Corvino -. Tutto ciò senza dimenticare che più volte abbiamo fatto presente all’amministrazione comunale la necessità di intervenire al più presto per migliorare le condizioni della scuola. Sulla Don Milani fra l’altro restano senza risposte alcune domande come "chi si farà carico di costi più elevati che sicuramente l’azienda appaltatrice dovrà sostenere?". E "cosa che fa ancora più pensare - conclude Corvino - è l’indifferenza degli amministratori locali che non solo probabilmente non hanno effettuato un sopralluogo presso la Don Milani per accertarsi della reale situazione in cui pranzano i bambini, ma non hanno dato la minima comunicazione alle famiglie in merito al disagio".

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