Chiara Ferragni, l’impero economico vacilla: dopo Safilo anche Coca Cola lascia l’imprenditrice

Nei primi giorni di dicembre l’accordo con la multinazionale poi saltato per il caso pandoro Balocco: era previsto uno spot pubblicitario

Dopo Safilo anche Coca-Cola interrompe il rapporto con Chiara Ferragni
Dopo Safilo anche Coca-Cola interrompe il rapporto con Chiara Ferragni

Continua a piovere sul bagnato in casa Ferragni. Dopo il caso legata alla vendita del pandoro Balocco griffato “The Blonde Salad”, la vita dell’influncer è inevitabilmente cambiata: dal silenzio sui social alle prove per cancellare la macchia lasciata dal caso finta beneficenza

Ma ripulirsi l’immagine è un compito complesso e sicuramente non immediato, tantto che Ferragni si sarebbe affidata a un tema di advisor di Community, specialisti della reputazione online.

L’esplosione mediatica del caso pandoro gate ha anche spinto diverse aziende che avevano scelto l’imprenditrice digitale come volto per il loro marchio a stracciare i contratti. Una dinamica già vista con Safilo, brand di occhiali pronto a lanciare una collezione firmata Ferragni, e che ora sembrerebbe replicata anche con Coca-Cola.

A quanto pare il colosso delle bevande gassate ha deciso di interrompere il rapporto con Ferragni. Secondo quanto si dice, Chiara e Coca Cola avevano trovato un accordo nei primi giorni di dicembre, proprio pochi giorni prima che “lievitasse” il caso pandoro.

L’accordo prevedeva Ferragni come testimonial di uno spot pubblicitario che sarebbe dovuto andare in onda durante la settimana di Sanremo. Poi il montare del caso ha spinto l’azienda di Atlanta a scegliere un altro testimonial. “Abbiamo lavorato con Chiara in Italia nel 2023, anche per alcune riprese tenutesi lo scorso dicembre. Al momento non prevediamo di usare questi contenuti”: è quanto si legge in una nota chiarificatrice di Coca-Cola, in merito alla collaborazione con Chiara Ferragni.

Esulta anche il Codacons: “Ora tutti facciano così”

“Bene la decisione di Coca Cola di bloccare lo spot con Chiara Ferragni a seguito dello scandalo sulla finta beneficenza legata al pandoro Balocco. Ma ora tutte le altre aziende che hanno contratti di sponsorizzazione con influencer famosi devono adottare analoghe misure o scatteranno inevitabili provvedimenti da parte dei consumatori'', lo afferma il Codacons in una nota. La scelta della compagnia ''dimostra attenzione e rispetto verso i consumatori lesi dallo scandalo del 'pandoro gate', e fa seguito a quanto già deciso da Safilo nei giorni scorsi, società che hanno giustamente messo i diritti dei cittadini e dei loro clienti prima degli interessi economici degli influencer'', spiega il Codacons. ''Ora però la questione -secondo l'associazione- deve allargarsi a tutto il mondo ambiguo e poco trasparente dei social network, e le aziende che hanno contratti di sponsorizzazione attivi sia con la Ferragni, sia con altri influencer famosi, devono adottare analoghi provvedimenti, considerati i gravi fatti emersi e la pubblicità ingannevole od occulta che troppo spesso viene fatta da tali personaggi attraverso i canali social''. ''Nei confronti delle società, che non si attiveranno per tutelare gli interessi dei consumatori e dei loro clienti, stiamo studiando la possibilità di un boicottaggio internazionale dei loro prodotti, in collaborazione con le associazioni dei consumatori europee con cui abbiamo avviato i primi colloqui'', conclude il Codacons.

Il futuro dell’impero economico di Ferragni

Di questo passo, altre aziende per tutelare i loro marchi potrebbero decidere di abbandonare l’influencer. Un vero problema per chi, come Chiara, basa gran parte del suo business sulle sponsorizzate sui social. Anche perché la linea di gioielli e quella di abiti marchiate con “l’occhietto” simbolo dell’influencer faticano a decollare.

Sarà questa la fine dell’impero economico di Ferragni? Intanto l’imprenditrice cremonese ha rincominciato a postare storie con regolarità sul suo profilo (da ieri se ne contano quattro). A suo modo, una piccola routine per tornare alla normalità. O almeno per provarci. 

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