
Il giornalista Maurizio Cucchi esplora via Caminadella a Milano, raccontando la presenza di luoghi storici abbandonati e ricordando personalità come il musicista Giorgio Gaslini. Auspica una trasformazione in zona pedonale.
Cucchi
Eccomi allora in via Caminadella, attratto anche dal suo bel nome, che non allude al camminare, ma ai camini (nel medioevo era detta "caminata" una casa con un vero camino). Secondo un’altra interpretazione la "Caminadella" era un termine militare, a indicare un terrapieno fortificato tra porta Vercellina e porta Ticinese. Passo davanti ad alcune insegne ben poco milanesi, come "Glamour", bottega di estetica, e "Nowhere Future Bakers" e la cosa mi sembra in contrasto con questa piccola e antica strada. Vengo poi a trovarmi davanti a un’insegna, che troneggia su locali chiusi e con vari dei soliti scarabocchi incivili. È ciò che resta del cinema De Amicis, che fu inaugurato nel 1960, e la cui scritta in grande è sormontata dalla dicitura "Comune di Milano. Settore Cultura e Spettacolo". Da anni e anni, dal 2002, per l’esattezza, questo storico cinema-teatro è abbandonato, ma ogni volta che passo di qui mi stupisco del suo trovarsi in cupa desolazione e rovina. Fu occupato da studenti undici anni fa. Ma purtroppo, non si ha cenno di una ripresa di attività. Proseguo, e là di fronte vedo il liceo Manzoni, tra i migliori della nostra città e che ricordo anche personalmente con piacere per una mia supplenza di tempi lontani... A questo punto, passata la bottega del "Milano mini market", vengo a trovarmi in via Cesare Correnti e decido di immettermi in una deliziosa altra stradina, via Gian Giacomo Mora. Qui abitava un ottimo musicista, Giorgio Gaslini, che ci ha lasciato dieci anni fa. Mi ricordo quando ci vedevamo da queste parti per un caffè o un bicchiere e lo rimpiango molto. Intanto cerco di camminare, ma la cosa non è agevole, perché la via è molto stretta e le macchine imperversano. E allora mi dico convinto che sarebbe più bello se fosse una strada pedonale.