Cessione del Milan. Nel mirino anche il prezzo. La procura: "Troppo alto"

L’accusa di una compravendita simulata, contestata la cifra di 1,2 miliardi. Il fondo RedBird: "Falso sostenere che non siamo noi i proprietari del club".

Cessione del Milan. Nel mirino anche il prezzo. La procura: "Troppo alto"

Cessione del Milan. Nel mirino anche il prezzo. La procura: "Troppo alto"

Proseguono le acquisizioni di atti e le perquisizioni nella sede del Milan e nelle case dei due indagati: l’ad dal 2022, Giorgio Furlani, e il suo predecessore tra il 2018 e il 2022 Ivan Gazidis, a cui si aggiunge il sequestro dei computer e dei telefonini in uso a loro e alla società sportiva. I due indagati, stando a quanto ha confermato la procura, saranno sentiti al termine dell’acquisizione di tutti gli atti ritenuti necessari a ricostruire il quadro della presunta vendita. L’ipotesi su cui stanno lavorando i pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri che coordinano le indagini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, è che la società sportiva sia ancora di Elliott, o meglio, che il fondo statunitense di Paul Singer abbia ancora "il controllo sostanziale" del Milan, mentre alla Figc sarebbe stata "rappresentata l’effettiva cessione della proprietà in favore del Fondo RedBird" di Gerry Cardinale, nel 2022.

Al centro della inchiesta c’è anche la congruità del prezzo della presunta vendita del Milan. Il club è stato comprato formalmente per circa 1 miliardo e 200 milioni di euro, cifra che negli ambienti è da tempo ritenuta troppo alta. Negli atti dei pm viene ricostruito il "contratto di vendita delle azioni" del Milan, siglato il 31 agosto di due anni fa, da cui emerge che RedBird di Cardinali per comprare il club avrebbe, da un lato, versato 600 milioni di euro sul "conto corrente lussemburghese di Rossoneri", veicolo societario riferibile a Elliott. E, dall’altro lato, per pagare i rimanenti 560 milioni di euro si sarebbe avvalso di un "vendor loan agreement", cioè di un "prestito del venditore", un finanziamento concesso dallo stesso venditore Elliott. Una modalità, secondo gli inquirenti, con cui Elliott avrebbe, di fatto, mantenuto il controllo sulla società. Le indagini poi, puntano a far luce sul motivo che sta alla base di questa presunta simulazione di compravendita. Nel decreto di perquisizione gli inquirenti evidenziano un possibile motivo nel conflitto di interesse: il fondo Elliott "risulta avere un’influenza dominante su un’ulteriore società di calcio francese, il Lille, iscritta alle medesime competizioni europee". Questo è motivo di violazione del Regolamento Uefa, che impedisce allo stesso soggetto di esercitare il controllo o l’influenza su più club iscritti alle medesime competizioni. La vendita simulata sulla quale si sta cercando di fare chiarezza, dunque, potrebbe essere servita per eludere il regolamento e gestire, allo stesso tempo, anche il Milan oltre al Lille.

Sul versante giustizia sportiva, non sono arrivate in procura a Milano richieste dalla Figc di avere atti dell’inchiesta. Nel momento in cui arriverà una richiesta gli inquirenti trasmetteranno almeno parte degli atti. Il comunicato di RedBird: "L’idea che RedBird non possieda e non controlli l’AC Milan è assolutamente falsa ed è contraddetta da tutte le prove e i fatti, compresi quelli che presumibilmente sono alla base dell’indagine".

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