Celentano nella sua via Gluck. Il Giorno e le patatine San Carlo: celebrità e imprese della zona

MILANO Dopo l’esordio in via Settala fu via Fava, nel quartiere Greco, a ospitare il quotidiano Il Giorno. "Una rivoluzione –...

Dopo l’esordio in via Settala fu via Fava, nel quartiere Greco, a ospitare il quotidiano Il Giorno. "Una rivoluzione – si legge in uno dei libri di Gianni Banfi, la memoria storica del quartiere – atta a emancipare il borgo con l’arrivo della intellighenzia nazionale. Su un terreno della Cassina de Pomm sorse un grattacielo per redazione e uffici, mentre la rotativa per la stampa venne sistemata sotto il livello stradale". Il ricordo resta vivo anche a distanza di anni dal trasloco della testata. Ora, al suo posto, c’è un palazzo residenziale, tra i nuovi complessi immobiliari costruiti negli ultimi anni, segno di rilancio. Ma il verde, soprattutto quello compianto della vecchia Milano, si contrappone al cemento: basta solo nominare “via Gluck“, la strada in cui nacque Adriano Celentano, per vedere gli sguardi illuminarsi.

La via è stata resa celebre proprio dal Molleggiato grazie alla ballata “Il ragazzo della via Gluck” presentata al Festival di Sanremo nel 1966. Esclusa dopo la prima serata, conquistò un successo strepitoso subito dopo. Il palazzo al civico 14, la mitica casa di ringhiera che ispirò Adriano, è meta di pellegrinaggi tuttora. "Là dove c’era l’erba ora c’è una città", cantava. E anche per rendergli omaggio tra i palazzi è stato riqualificato lo spiazzo che si trova tra via Gluck e viale Lunigiana, che da luogo di parcheggio selvaggio si è trasformato in uno spazio per la socialità (a cura del Bar Gluck), con l’intento di creare una piccola oasi verde proprio in onore di Celentano. Capitolo a parte per le fabbriche: in via Comune Antico 43 è nata la Dulciora, "sorta dal nulla, fondata nel 1948. Arrivò ad avere più di 200 dipendenti", ricorda Banfi. Ma dopo l’epoca d’oro ha chiuso i battenti, "poi il quartiere ha perso tutte le sue industrie, compresa la Pirelli che rappresentava la prima fonte di reddito della manodopera grechese".

Ma non tutte sono state sfortunate, anzi. La rosticceria San Carlo, di Francesco Vitaloni, era un semplice negozio nato nel 1936 in via Lecco vicino alla chiesa di San Carlo al Lazzaretto. Il grande successo delle “patatine croccanti“ ha reso necessario il trasferimento in un sito più grande, perché la produzione cresceva di giorno in giorno. Così, l’impresa si è trasferita nel 1940 a Greco (dove è rimasta per anni) e l’azienda ha preso il nome di “San Carlo … le patatine”. M.V.

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