Alex Baiocco e quel cavo d’acciaio teso in strada: i video social e i complici identificati su Instagram

I responsabili del gesto folle e mortale sono tre ragazzi: “Uno è stato arrestato subito, gli altri sono stati rintracciati dai carabinieri”

Il 24enne Alex Baiocco e il cavo d'acciaio utilizzato in Viale Toscana
Il 24enne Alex Baiocco e il cavo d'acciaio utilizzato in Viale Toscana

Tirare un cavo di acciaio ai due estremi opposti della strada facendolo diventare una ghigliottina, invisibile nella notte. Un cavo appena rubato, fra l’altro. E poi godersi la scena della prima auto che passa, danneggiata dal gioco idiota e mortale, e ancora ridere per avere fatto strike”, come al bowling, e dire "mannaggia" (la parola in realtà era un’altra) perché il giovane in motorino, che stava per cadere in trappola, ha svoltato all’incrocio precedente evitando per puro caso la ghigliottina e, forse, la morte.

Loro sono i tre ragazzi che hanno teso quel cavo potenzialmente mortale: Alex Baiocco, 24 anni, agli arresti, con i due complici che sono già stati identificati dai carabinieri. Baiocco è stato il primo ad essere arrestato e la dichiarazione che ha reso al gip Domenico Santoro apre già un mondo. "Non credevo...". E ancora: "Non pensavo che fosse una cosa così grave". Dice poi di essersi "pentito", così almeno riferisce il suo avvocato Dario Trovato.

Baiocco ha precedenti per furto, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione e una segnalazione per consumo di stupefacenti. L’accusa contestata con cui è finito a San Vittore è gravissima: "Strage".

Sempre davanti al giudice, ha tentato di raccontare una versione che avesse un senso, ha parlato per oltre un’ora. Intanto che lo cercava, questo senso, ha provato a spiegare i motivi di un gesto di cui non ha capito la gravità, per sua stessa ammissione. Ha aggiunto, alla fine dell’interrogatorio di convalida, un laconico: "Adesso sono disperato". Per se stesso, naturalmente. E ha fatto solo i nomi “social” dei suoi complici, perché ha detto di non conoscere neppure la loro reale identità.

Con loro – ha detto – socializzava solo nelle “scorribande”, nei “divertimenti“: il giro sugli scooter a noleggio, senza casco per sfidare i controlli dei vigili, le canne, i video di musica.

Non era amicizia, era appunto superficiale “rapporto social“, vuoto come quel "non credevo, mi annoiavo e allora..." detto di fronte alla enormità del gesto e della successiva risata per il botto fatto dalla macchina passata sotto il cavo rubato e disteso a mò di ghigliottina in viale Toscana, strada ad alto traffico sulla circonvallazione.

Il giovane Baiocco aveva ammesso le sue responsabilità subito, anche davanti ai carabinieri che lo ammanettavano la notte scorsa. Pronunciando frasi non meno gravi, dicendo di aver fatto una "ca…ta, ci eravamo trovati, volevamo divertirci e non sapevamo cosa fare.. allora..".

Il mondo di tre ragazzi lo raccontano i loro profili Instagram, sui quali hanno continuato a postare. Fino all’ultimo secondo. Anche ben dopo la folle impresa. Giovanissimi, stile "emo" per Baiocco, stile "trap" per gli altri.

Felpe con cappuccio calate sulla testa, catene al collo, tatuaggi, spinelli rollati e musica a palla di Simba La Rue. Video di ragazzi che gridano il loro disagio anche sui social. “Ho bisogno di parlare con qualcuno" e ancora: "L’unica cosa che sento dentro è la solitudine".

All’identificazione degli autori del gesto scellerato ha contribuito un testimone. "Ho sentito dei rumori provenire dalla strada, mi sono affacciato alla finestra perché pensavo provenissero dalla mia auto. Quando ho capito quello che stava succedendo ho urlato per farli smettere. Poi ho chiamato il 112 perché ho immaginato subito le possibili conseguenze evitando così che altri cadessero in quella trappola. Infatti - ha raccontato ancora - c’era anche uno scooter che stava arrivando, per fortuna ha svoltato prima. Poteva morire".

Mail: anna.giorgi@ilgiorno.net

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