NICOLA PALMA E MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Cavo in mezzo alla strada, il testimone che ha avvisato il 112: “Un motociclista ha rischiato la decapitazione”

Il folle gioco di viale Toscana, parla il consulente che ha notato le manovre del trio: “Se qualcuno fosse morto per quella trappola, ora sarei a pezzi”

Il segno lasciato su un albero dal cavo d'acciaio; a destra, il testimone Nicola Ricciardelli

Il segno lasciato su un albero dal cavo d'acciaio; a destra, il testimone Nicola Ricciardelli

Milano, 4 gennaio 2024 – “Ho sentito dei rumori in piena notte e mi sono affacciato alla finestra". Ed è grazie alla prontezza di Nicola Ricciardelli, ventiseienne, consulente finanziario, se ieri notte qualcuno non ci ha rimesso la vita. Perché quando ha visto tre ragazzi montare un cavo d’acciaio, teso, ad altezza uomo sulla carreggiata di viale Toscana, si è messo a urlare intimando loro di toglierlo e ha subito chiamato il 112. "Sudavo freddo: un’auto è passata e ha preso in pieno il cavo ma senza grosse conseguenze. Per non so quale miracolo, un motociclista che stava arrivando ha svoltato a destra evitando la trappola che l’avrebbe ghigliottinato".

Quando si è reso conto del pericolo?

"Mi ci è voluto qualche secondo per realizzare. Erano le 2.20, ho sentito dei rumori e ho aperto la finestra per controllare. Dall’alto ho visto questi ragazzi che stavano agganciando un moschettone sul lato della carreggiata di viale Toscana a pochi passi da via Ripamonti, una estremità su un palo della segnaletica e l’altro sulla ringhiera della fermata del filobus: al centro della strada c’era un cavo teso ad altezza uomo, pressappoco a un metro e 40 centimetri da terra. Un pericolo mortale per motociclisti, ciclisti o persone in monopattino che malauguratamente fossero passati da lì, verso piazzale Lodi".

E cos’ha fatto?

"D’istinto ho urlato, dal secondo piano, verso questi ragazzi: ‘Che c... state facendo? Levatelo subito’ e in un primo momento sono andati via, lasciando però il cavo sulla strada. Nel frattempo ho chiamato i carabinieri. Dopo pochi secondi quei ragazzi sono tornati, ridevano, scherzavano come se nulla fosse. Ho sentito uno di loro dire a un altro ‘ma hai sentito che botto ha fatto la macchina?’. E giù ancora a ridere".

Quale macchina?

"Un’auto che è passata a tutta velocità e che ha preso in pieno il cavo. Si è sentito il rumore del colpo ma il filo ha retto, spostandosi soltanto, ed evidentemente l’auto non ha avuto grosse conseguenze perché la persona al volante ha proseguito. Da quel che mi risulta, nessuno si è poi fatto avanti per segnalare l’accaduto. Prima che succedesse, appena ho visto l’auto avvicinarsi ho urlato “fermati, fermati“ ma era impossibile che l’autista potesse sentirmi. Poi ho gridato ancora, quando ho visto in lontananza un motociclista correre in direzione cavo. Mi sono venuti i brividi. Per fortuna ha svoltato a destra, altrimenti sarebbe morto decapitato da quel filo".

Nel frattempo sono arrivati i carabinieri?

"Sì. I tre si erano già allontanati e io ho fornito una descrizione con i particolari che ero riuscito a memorizzare. Uno aveva pantaloni bordeaux, giacca nera, scarpe bianche e nere e capelli lunghi (avvistato poco dopo dai carabinieri, è risultato essere Alex Baiocco, di 24 anni, ed è stato arrestato, ndr). Sono stato in grado di riconoscerlo dopo la cattura. Un altro aveva jeans, giubbotto nero con cappuccio e scarpe scure. Il terzo aveva i capelli rasati ai lati della testa, indossava pantaloni e giacca nera e scarpe bianche".

Poi è riuscito a dormire?

"Poco. Sono andato a letto all’alba e poco dopo le 8 ho iniziato a lavorare (sono un consulente finanziario), fortunatamente in smart working. Però rifarei tutto: se qualcuno fosse morto per quella trappola, ora sarei a pezzi".