Luca Dondi, Ceo di Nomisma
Luca Dondi, Ceo di Nomisma
di Andrea Gianni Non conoscono crisi zone come Brera e il Quadrilatero, le quotazioni sono stabili a Citylife e San Siro, mentre invece calano in zona Città Studi. Porta Romana e Medaglie d’Oro sono definite "aree di grande interesse" in un mercato immobiliare di pregio che risente degli effetti della pandemia sugli stili di vita tradotti in un crollo degli affitti e della domanda di immobili di piccole dimensioni. Un quadro che emerge dal nuovo rapporto del gruppo Engel & Völkers, relativo al secondo...

di Andrea Gianni

Non conoscono crisi zone come Brera e il Quadrilatero, le quotazioni sono stabili a Citylife e San Siro, mentre invece calano in zona Città Studi. Porta Romana e Medaglie d’Oro sono definite "aree di grande interesse" in un mercato immobiliare di pregio che risente degli effetti della pandemia sugli stili di vita tradotti in un crollo degli affitti e della domanda di immobili di piccole dimensioni. Un quadro che emerge dal nuovo rapporto del gruppo Engel & Völkers, relativo al secondo semestre dell’anno scorso, realizzato in collaborazione con Nomisma. "L’ottimismo indotto dalla risposta post-lockdown ha lasciato spazio, con il riproporsi dell’ondata virale, ad una maggiore consapevolezza degli effetti profondi che la pandemia produrrà su bilanci familiari e aziendali – spiega Luca Dondi, Ceo di Nomisma – il settore immobiliare sta senza dubbio affrontando oggi un quadro di lenta metabolizzazione. La parziale ripresa è imputabile alla riconfigurazione della domanda, sia di acquisto che di locazione, verso immobili di dimensioni mediamente più ampie e localizzati in zone più vivibili e meno centrali. Rimane per contro penalizzato il mercato dei piccoli immobili, travolto dall’assenza della domanda di locazione e di conseguenza meno interessante anche per l’investimento". Gli acquirenti prediligono infatti zone meno centrali a fronte di un più vantaggioso rapporto tra dimensione dell’immobile e prezzo.

Il trend già in corso, di una preferenza per la qualità dell’immobile a discapito della location, ha subito un’accelerazione: ne beneficiano i nuovi sviluppi residenziali in contesti più periferici e comunque ben collegati. Nonostante i benefici fiscali connessi alle ristrutturazioni, la domanda si concentra ancora largamente su immobili già ristrutturati di qualità rispetto agli immobili da ristrutturare. Le quotazioni arrivano fino a 18mila euro al metro quadro a Brera e al Quadrilatero, i prezzi medi si aggirano invece sui 5.500-7.000 euro al metro quadro in zone come Pagano, Buonarroti, Fiera e Sempione. Isola e Porta Nuova sono invece le aree in cui è più forte la domanda nella zona Nord di Milano, dove i prezzi medi arrivano fino a 10.200 euromq. Le quotazioni più alte si registrano in Porta Nuova (18.000 euromq) e nell’area di XXV Aprile, Corso Como e Stazione Garibaldi (10.200 euromq). Questo per le compravendite, mentre il mercato delle locazioni ha profondamente sofferto gli effetti della pandemia. Un crollo della domanda dovuto al lockdown che ha congelato turismo, soggiorni per lavoro ed eventi.