Il Presepe alternativo della Casa della Carità: Gesù Bambino solo su una panchina in cerca di casa

Milano, la Natività nella struttura di via Brambilla è dedicata all’emergenza abitativa e alle disuguaglianze: “Il Natale richiama l’idea di casa e di calore, ma per troppe persone vivere le feste in questo modo non è possibile”

Il presepe realizzato alla Casa della Carità di via Francesco Brambilla 10

Il presepe realizzato alla Casa della Carità di via Francesco Brambilla 10

Milano – Gesù Bambino avvolto in una coperta termica, la stessa utilizzata per i migranti appena sbarcati nei porti italiani dopo la traversata del Mediterraneo, adagiato su una panchina tappezzata di annunci di affittasi e “cerco casa”. Sullo sfondo il Duomo e lo Skyline di Prota Nuova. È l’emergenza abitativa di Milano il tema del Presepe di quest’anno allestito dalla Casa della Carità nella sua sede di via Brambilla 10, nel quartiere Adriano. 

Iole Romano, operatrice della Casa della Carità che tradizionalmente si occupa della realizzazione dei presepi, ha spiegato: “Quest’anno abbiamo scelto di dedicare la Natività al tema dell’emergenza abitativa a Milano e all’acuirsi delle disuguaglianze in una città che va a due velocità: da una parte la metropoli internazionale, aperta ai turisti e ai grandi eventi; dall’altra la città delle famiglie che hanno sempre maggiori difficoltà a far fronte ai propri bisogni essenziali, a partire dal diritto alla casa”.

"Tra le molte espressioni che nella Bibbia raccontano l’abitare di Gesù – continua Romano – ho pensato al Vangelo di Giovanni in cui si dice ‘Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi’ e mi sono chiesta: se Gesù nascesse oggi, dove abiterebbe? Pensando a questa emergenza, credo che Gesù si metterebbe a dormire, come tanti purtroppo, su una panchina. E volevo quindi far emergere questa contraddizione: il Natale richiama la casa, un luogo caldo, dove stare insieme, ma per troppe persone vivere le feste in questo modo non è possibile”.

La Casa della Carità è nata nel 2004 per volontà del cardinale Carlo Maria Martini, che voleva creare a Milano una struttura che si occupasse di accogliere e assistere “gli ultimi degli ultimi”. La Casa della Carità, il cui presidente è stato fino a febbraio del 2023 don Luigi Colmegna (sostituito da don Paolo Selmi), è intitolato ad Angelo Abriani, il benefattore che alla morte lasciò tutti i suoi averi – stimati in circa 10 miliardi di vecchie lire (circa 5 milioni di euro attuali) – alla Diocesi di Milano. 

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