Franca Caffa, a 94 anni nel corteo pro Palestina: “Ora pace, basta odio. Il carabiniere si è scusato. Che sia reintegrato”

La pasionaria di sinistra e le parole del militare che ha “rinnegato“ il presidente della Repubblica Mattarella: “Mi sono avvicinata alle forze dell’ordine per avere un dialogo”

Milano – «Io ho sentito quella risposta dal carabiniere ma non ho avuto modo di approfondire. Non so quali fossero le sue reali convinzioni, che sicuramente verranno chiarite. Ha chiesto scusa? Spero allora che questa storia abbia un esito buono per lui". Lo dice Franca Caffa, che compirà 95 anni il prossimo 4 settembre.

L'anziana manifestante che rimprovera i carabinieri
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Ex consigliera comunale di Rifondazione comunista (eletta nel 1993), fondatrice del comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti nel 1979, insignita dell’Ambrogino d’oro lo scorso dicembre, aveva fatto parlare di sé anche lo scorso ottobre, quando aveva chiesto che il suo ritratto venisse rimosso dal Murale dei Diritti realizzato nel quartiere Ortica. Sabato era in prima linea fra i manifestanti Pro Palestina che hanno tentato di sfilare in corteo e sono stati bloccati in via Padova. Il dialogo con il carabiniere, ripreso in un video, è diventato virale. "Cosa ha detto Mattarella?", chiede la signora, riferendosi alle parole del presidente della Repubblica nella Giornata della Memoria ("Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno stato"). Risposta del militare: "Con tutto il rispetto signora, non è il mio presidente". Una vicenda che ha scatenato il putiferio. E il carabiniere è stato trasferito.

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Che cosa ha pensato, in quel momento?

"Io ho sentito questa frase e sono rimasta dubbiosa. Non ho avuto occasione di approfondire: ha pronunciato quelle parole perché vorrebbe un presidente migliore, più attento alle ingiustizie? O vorrebbe “rigurgiti di un ritorno al passato“? Io questo non lo so. Con me non è emerso quale fosse il senso delle sue parole. Sicuramente verrà chiarito".

Può raccontare i particolari di questo incontro ravvicinato?

"Io sono andata alla manifestazione lo scorso sabato, così come avevo fatto anche nelle settimane precedenti. Il mio proposito era quello di “rendermi utile“. Sono quindi andata vicino alle forze dell’ordine schierate e mi son detta “se vedono una donna anziana magari saranno più propensi al dialogo, alla ragionevolezza“. Mi sono avvicinata a un poliziotto, l’ho accarezzato e mi ha sorriso. Poi ho visto questo carabiniere, pure lui in tenuta antisommossa, e ho richiamato le parole del presidente Mattarella,che ha sottolineato la vicinanza agli ebrei ricordando l’Olocausto; proprio per ciò che hanno sofferto, è bene che non neghino a un altro popolo il diritto a uno Stato. Ecco, io ho voluto dire questo. E quella risposta mi ha lasciata perplessa. Ma io spero che non volesse rinnegare Mattarella".

Il carabiniere è stato trasferito. In serata ha chiesto scusa, dicendo “La mia priorità era togliere una signora anziana da problemi causati da eventuali cariche“. Che ne pensa?

"Io mi auguro, se il protocollo lo prevede, che venga reintegrato nel suo incarico. Io sono andata a tutti i cortei, finora. Vorrei che questa vicenda servisse a puntare i riflettori su quel che serve davvero. Basta guerra, basta odio. Io non sono religiosa ma stimo Papa Francesco che è un uomo di pace. Da settimane sono impegnata, eppure il mio telefono ha squillato solo oggi, continuamente. Non ho avuto tregua".

Come si descrive?

"Sono una donna di 94 anni che ne compirà 95 tra qualche mese. Una comunista genovese, trasferitasi a Milano. Quando si tratta di mettersi in prima linea per cambiare le cose io ci sono. Ci sono sempre stata e non mi tirerò indietro nemmeno adesso".

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