Milano, carabiniere a manifestante al corteo pro Palestina: “Non riconosco il presidente Mattarella”. Il militare subito trasferito

Franca Caffa, ex consigliera comunale di Rifondazione Comunista, avvolta da una kefiah rossa, ha sfidato il cordone di militari chiedendo: “Cosa siete stati mandati a fare?”

Milano, 29 gennaio 2024 – Tra le 1.200 persone che sabato scorso hanno deciso di manifestare in solidarietà con il popolo palestinese a Milano, nonostante il divieto imposto dal governo e dalla Prefettura, c’era anche un’anziana con le spalle coperte da una kefiah rossa. Si tratta di Franca Caffa, 94 anni, ex consigliera comunale di Rifondazione Comunista. 

L'anziana manifestante che rimprovera i carabinieri
L'anziana manifestante che rimprovera i carabinieri

La donna ha avuto un botta e risposta con un carabiniere in tenuta antisommossa che è diventato un caso. La 94enne ha chiesto cosa abbia detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il militare ha risposto: “Con tutto il rispetto, Signora, non è il mio Presidente. Io non l’ho votato, non l'ho scelto, non lo riconosco". Il dialogo è stato immortalato dalle telecamere di Local Team ed è diventato virale nel corso del fine settimana, dopo essere stato ripreso da centinaia di utenti e pagine social, provocando l'inevitabile reazione delle istituzioni.

Dell’episodio è stato anche informato direttamente il procuratore capo di Milano Marcello Viola ed è attesa in Procura un’informativa dei carabinieri e dovrà essere analizzato il filmato. Poi sarà iscritto il fascicolo a carico del militare. 

La donna: “Cosa ha detto il vostro presidente?”

La donna, protetta da alcuni manifestanti durante le fasi più concitate, quando il corteo è stato bloccato poco dopo la partenza da un massiccio schieramento di forze dell’ordine in via Padova, all’altezza di via Bambaia, ha mostrato spirito, coraggio e senso dello Stato quando ha chiesto con aria di sfida ai carabinieri che bloccavano il passaggio di donne, uomini e bambini, “cosa siete stati mandati a fare?”. Poi ha chiesto a un militare: “Cosa ha detto il vostro presidente?” riferendosi alle parole usate da Sergio Mattarella in merito al conflitto in corso a Gaza (“Israele non neghi a un altro popolo il diritto a uno Stato”).

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Franca Caffa, chi è la manifestante che dialoga con il carabiniere

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Il carabiniere: “Mattarella non è il mio presidente”

A quel punto la risposta choccante del carabiniere: “Con tutto il rispetto, signora, non è il mio Presidente”. Sempre più stupita, la donna ha insistito: “No? E di che Paese lei?”. “Io non l’ho votato, non l’ho scelto, non lo riconosco”. 

La procura apre un fascicolo

La procura di Milano aprirà un fascicolo sul carabiniere che ha affermato di non riconoscere Mattarella come il suo presidente. Prima si attende però l'informativa del comando provinciale di Milano. Dalla lettura e dall'analisi dei video circolati in rete il procuratore Marcello Viola valuterà quale eventuale ipotesi di reato si possa contestare al militare. Si può ipotizzare al momento il reato di “offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica” ma i pm dovranno fare valutazioni a seguito dell'informativa.

Carabiniere trasferito

L’Arma oggi ha annunciato il trasferimento del militare, che rischia di essere indagato dalla procura di Milano. “Con riferimento ai contenuti di un video che circola sui social media e siti d`informazione riportante uno scambio di battute tra una manifestante e un carabiniere impegnato in un servizio di ordine pubblico nel corso di un corteo svoltosi a Milano lo scorso sabato, è stata già informata l’Autorità Giudiziaria Ordinaria e quella Militare, e nei confronti del militare, con immediatezza, saranno tempestivamente adottati tutti i provvedimenti necessari, sia di natura disciplinare sia d`impiego, trasferendolo in incarico non operativo".

La reazione della 94enne

Franca Caffa è rimasta “sconcertata” quando il carabiniere, a cui si era rivolta durante la manifestazione pro Palestina di sabato scorso a Milano, le ha detto che “Mattarella non è il mio presidente”: “Perché si è azzardato a dire così? Anche se non è d'accordo nel modo di Mattarella di fare il presidente, e questo è legittimo, resta il fatto che è il presidente di tutti”, ha spiegato all’Ansa l'ex consigliera comunale del Prc, classe 1929, fondatrice del comitato inquilini Molise-Calvairate-Ponti, che a Sant'Ambrogio ha ricevuto dal comune l'attestato di Civica benemerenza. In piazza è scesa perché “si tratta di volere politiche giuste”, anche “in coerenza con la tragica vicenda della persecuzione degli ebrei” che ora “non va ripetuta a danno dei palestinesi. Nel giorno della memoria, siamo coerenti con la memoria: basta persecuzioni”. Per questo ha assicurato che sarà in corteo anche sabato prossimo e per questo il 27 gennaio si è messa in prima fila davanti al cordone delle forze dell'ordine e ha iniziato a parlare con loro. “Ho stabilito un certo rapporto con loro, di colloquio. Ho pensato che si potesse parlare e provare a ragionare. E credo che abbia funzionato. Ho persino accarezzato uno di loro”, ha detto sottolineando che “uno solo” le ha risposto prendendo le distanze dal Capo dello Stato. “Mi dispiace per quell'uomo - ha concluso senza commentare il suo trasferimento annunciato dall'Arma - Forse il mio modo di propormi per un colloquio aperto gli ha fatto effetto”.

Il sindaco Sala: “Vicenda grave e triste”

“Al di là che sia un fatto grave è anche un pò triste”, ha commentato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Nessuno di noi che lavora per le istituzioni e che si sente istituzione, il sindaco quindi ma anche un carabiniere - ha aggiunto  -, può permettersi di dire una cosa del genere. Oltretutto rispetto a un presidente come Mattarella, che in questi anni ha dimostrato una fermezza, una capacità e una lucidità straordinarie e fondamentali per questo paese”. “Non sono io che devo dire che vengano presi provvedimenti, vorrei che questo sia di monito - ha concluso -: se noi decidiamo di volere essere istituzioni e di voler fare la nostra parte dobbiamo conoscere le regole e i comportamenti e così non ci si comporta”.

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