Gang dei minori non accompagnati: coltelli e minacce per un telefonino. Quattro arresti, il più piccolo ha 15 anni

A Corvetto tra via Oglio e Sile aggredito 25enne italiano, non si è arreso e ha inseguito i rapinatori. “Riconosciuti anche da un passante che li aveva notati subito dopo avere colpito il giovane”

Le baby gang usano spesso violenza spropositata (foto di repertorio)

Le baby gang usano spesso violenza spropositata (foto di repertorio)

Accerchiato e minacciato con un coltello da una baby gang, che gli ha portato via il telefono e pure un dollaro che custodiva in tasca, martedì poco prima delle 22 tra via Oglio e via Sile in zona Corvetto. Il derubato, un ragazzo italiano di 25 anni, non si è dato per vinto e grazie all’aiuto di un amico è riuscito non solo a recuperare il bottino ma anche a far arrestare i rapinatori dalla polizia: tutti minori stranieri non accompagnati, tra i 15 e i 17 anni, senza precedenti, che erano stati accolti al dormitorio pubblico di viale Ortles, a pochi passi dal luogo della rapina. Ora sono al Beccaria.

Il più piccolo è un egiziano di 15 anni. Nel gruppo, poi, un tunisino di 16, un connazionale di 17 e un egiziano della stessa età. In base a quanto emerso, la vittima stava camminando in via Oglio quando si è ritrovata senza scampo, circondata dai quattro che senza giri di parole gli hanno intimato di consegnare loro tutto ciò che aveva di prezioso. Per essere più persuasivo, uno dei giovanissimi gli ha puntato addosso un coltello.

Così, in una manciata di secondi, gli hanno rubato l’iPhone e un dollaro che il venticinquenne teneva sempre con sé. Provvidenziale è stato l’aiuto di un amico, che abita nella zona, al quale il giovane si è rivolto: ha subito geolocalizzato il cellulare appena rubato, rintracciandolo tra viale Ortles (il rifugio della baby gang, come si è scoperto in un secondo momento, visto che i quattro pernottavano nel dormitorio comunale) e piazza Bonomelli.

Nel frattempo, i due amici avevano già allertato il 112. Così, quando la Volante dell’Ufficio prevenzione generale è arrivata sul posto, il derubato ha indicato alla polizia il punto esatto in cui il suo telefono era stato localizzato. E i quattro baby-criminali erano ancora lì, con addosso cellulare e dollaro. La vittima li ha subito riconosciuti, così come un passante di 21 anni che aveva assistito al colpo. Così per i quattro è scattato l’arresto per rapina aggravata in concorso e sono stati accompagnati al carcere minorile Beccaria.

Adolescenti “invisibili”, tra le migliaia di minori stranieri non accompagnati (solo nel Comune di Milano si è raggiunta nei mesi scorsi la cifra record di 1.300 ragazzi da accogliere) che arrivano dal Nordafrica senza genitori né adulti di riferimento e che, mentre cercano il loro posto nel mondo, fanno vita randagia. A volte si uniscono in branco, come in questo caso, virando verso l’illegalità.

C’è chi, pur accolto in comunità, scappa. Celebre il caso di Bilal, dalla “età incerta“ (l’esame osseo indicava tra i 13 e i 14 anni) baby rapinatore seriale marocchino che un anno fa era stato fermato sei volte in dieci giorni per furti e rapine. Ma non è l’unico rapinatore in erba.

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