Caso Boeri e Zucchi, “conflitto di interesse nascosto al Comune di Milano”. Ecco il decreto di perquisizione della Finanza

Boeri e Zucchi rispondono anche di "false dichiarazioni sull'identità o su qualità personali proprie o di altri”

L'archietetto Stefano Boeri

L'archietetto Stefano Boeri

Milano, 11 ottobre 2023 –  Avrebbero impedito che il Comune di Milano, la stazione appaltante, venisse a conoscenza della situazione di conflitto di interesse e, quindi, di conseguenza sostituisse i componenti della commissione oppure escludesse i partecipanti dalla gara progettazione internazionale per la realizzazione della nuova Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura.

Lo si legge nel decreto di perquisizione eseguito oggi dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'indagine in cui si ipotizza la turbativa d'asta nei confronti di Stefano Boeri e Cino Zucchi, architetti di fama internazionale e professori ordinari presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, di Angelo Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori presso il medesimo Dipartimento, e di Manuela Fantini, in rapporti di "collaborazione internazionale” con Boeri.

Secondo i pm Giancarla Serafini, Paolo Filippini e Mauro Clerici, che coordinano le indagini assieme all'aggiunto Tiziana Siciliano, Boeri e Zucchi, in qualità di commissari del concorso avrebbero "affermato falsamente l'assenza di posizioni di potenziale conflitto di interesse”» nell'apposita dichiarazione di conferma di assenza di incompatibilità prevista dalla legge ed espressamente richiesta dal bando e presentata al comune l'11 luglio 2022, giorno in cui sono stati scelti i vincitori.

Si tratta di una cordata di architetti, tra i quali anche Lunati, Floridi e Fantini, i quali, ricostruisce la Procura, avrebbero invece "omesso di segnalare la sussistenza di potenziale conflitto di interesse” rispetto ai due commissari.

Per questo, secondo l'accusa, avrebbero turbato lo svolgimento della gara. Boeri e Zucchi rispondono anche di "false dichiarazioni sull'identità o su qualità personali proprie o di altri”.

Le iscrizioni nel registro degli indagati risalgono al mese scorso. Ora inquirenti e investigatori, analizzeranno il materiale raccolto, per cercare di accertare se ci siano state o meno irregolarità nella gara che ha previsto la procedure del doppio anonimato, dei partecipanti e dei giurati.