MONICA AUTUNNO
Cronaca

Arcadia Logistica, il futuro. Il capannone bruciato non sarà demolito

Truccazzano, dopo il fuoco l’inchiesta ma anche le ipotesi di cosa succederà dopo il terribile rogo del 28 febbraio quando le fiamme hanno distrutto tutto.

Arcadia Logistica, il futuro. Il capannone bruciato non sarà demolito

Arcadia Logistica, il futuro. Il capannone bruciato non sarà demolito

Resta sotto sequestro, a quasi due settimane dal terrificante incendio che l’ha quasi totalmente distrutto, il capannone dell’Arcadia Logistica di via Guido Rossa, teatro del rogo del 28 febbraio scorso. Un fascicolo a carico di ignoti resta aperto in Procura, per chiarire in via definitiva le cause del disastro. Intanto, in quel della zona industriale di Truccazzano si guarda al futuro, e a una possibile ri destinazione del complesso devastato dalle fiamme.

La società genovese titolare dell’immobile, dove la logistica operava in regime di subaffitto, avrebbe già presentato al Comune istanza di avvio dei lavori di ripristino. "Sono già venuti alcune volte - conferma il sindaco Franco De Gregorio -, ma al momento di nulla si può parlare. L’inchiesta della magistratura è ancora in corso, e lì nessuno può toccare niente". Resta in piedi molto poco, a dire il vero, del capannone dove, a metà del pomeriggio del 28 febbraio scorso, si scatenò l’inferno. All’origine probabilmente un incidente durante alcuni lavori di saldatura del tetto con la fiamma ossidrica. Poi l’inarrestabile rogo, spento solo dopo tre giorni di lavoro ininterrotto dei vigili del fuoco. Ciò che le fiamme non avevano divorato avevano dovuto smontarlo in parte gli stessi pompieri, che avevano rimosso pezzi di travi e tetto pericolanti per ricavarsi un ingresso in sicurezza e debellare gli ultimi focolai. L’inchiesta aperta subito dopo mira naturalmente a ricostruire i fatti e accertare le eventuali responsabilità. Gli operai al lavoro sul tetto erano in carico a un’azienda esterna di manutenzione. Articolata anche la titolarità del capannone, ceduto dalla proprietà in appalto a terzi e da questi ulteriormente passato in subappalto alla logistica. "Non abbiamo avuto modo di sapere molto - così ancora il sindaco -, ma suppongo che vi sia la possibilità, una volta dissequestrata l’area, di ricostruire. La proprietà sembra abbia intenzione di procedere rapidamente, ma vi sono i tempi tecnici data la delicatezza della situazione e la gravità, comunque, del fatto". Le ultime comunicazioni ufficiali alla cittadinanza da parte dell’amministrazione comunale avevano riguardato i dati Arpa sulla concentrazione di inquinanti nelle giornate del gran fuoco e del fumo. Comunicazioni confortanti: i monitoraggi sugli inquinanti, prioritariamente diossine, furani e fra gli idrocarburi il benzopirene, avevano riscontrato concentrazioni al di sotto dei limiti di normativa: "Durante le prime ore di osservazione dell’incendio così l’agenzia - il monitoraggio eseguito non ha evidenziato alterazione della qualità dell’aria". All’inizio della scorsa settimana il sindaco aveva ufficializzato con una ordinanza la cessata emergenza.