Antonella Bigliotto morta in un incidente in Kenya, il marito: “Cinquant’anni insieme svaniti in un istante”

Alfredo Vismara, maestro di judo, è ancora a Malindi, dove 23 anni fa ha aperto una palestra per togliere i bimbi dalla strada: “Adorava questo Paese, andrò avanti a impegnarmi nel suo nome”

Antonella Bigliotto, 79 anni, si divideva con il marito fra Milano e Malindi

Antonella Bigliotto, 79 anni, si divideva con il marito fra Milano e Malindi

Milano, 5 gennaio 2024 – “Cinquant’anni insieme svaniti in un istante. Mia moglie è morta sul colpo, mentre dormiva. E l’unica cosa che mi conforta in mezzo a questo dolore è pensare che non si sia accorta di nulla. È dura, senza di lei". Alfredo Vismara, 75 anni, è il marito di Antonella Bigliotto, milanese di 79 anni che ha perso la vita lo scorso 22 dicembre in un incidente stradale, appena arrivata in Africa insieme al coniuge, che è ex campione e maestro di judo, da anni attivo in Kenya per aiutare i giovanissimi (e non solo) grazie allo sport.

Cos’è successo esattamente?

"Eravamo arrivati da poco all’aeroporto di Mombasa e stavamo viaggiando sul transfer che ci avrebbe portato a Malindi, dove avremmo trascorso il periodo di Natale nella casa che abbiamo in affitto. Io e mia moglie eravamo a bordo di un’auto di grandi dimensioni, un suv, quando a un certo punto siamo finiti addosso a un camion che aveva frenato davanti a noi. Eravamo più o meno a metà strada, dalle parti di Kilifi. Forse il nostro autista era distratto, perché non ha neppure frenato. Io in quel momento ero sveglio ma avevo gli occhi socchiusi perché c’era una luce abbagliante (in Kenya è estate in questo momento) e non ho neppure realizzato, sul momento, cosa stesse succedendo. Ero seduto davanti, il cruscotto mi si è conficcato nel torace e ho riportato una forte contusione. L’autista, da quel che ho appreso in seguito, si è rotto una gamba. Ma a farne le spese è stata purtroppo mia moglie, che era seduta dietro e stava dormendo. Ha sbattuto la testa e se n’è andata per sempre".

Lei è ancora in Kenya?

"Sì, ci sono tante pratiche da sbrigare per riportare la salma in Italia. E poi mi sto dando da fare per la palestra che ho creato più di 20 anni fa, proprio in Kenya: il ‘Malindi Judo Club’, in collaborazione con il Rotary di Malindi e la Federazione di Judo keniota, sostenuta dall’associazione Amici del Judo, di cui sono co-fondatore, e tante altre realtà. Vedendo tanti bambini in strada, quando sono venuto in Kenya per la prima volta in vacanza, ho voluto fare qualcosa per loro attraverso lo sport. Dalla palestra di Malindi sono passati migliaia di ragazzini. Ora a frequentarla, sempre gratis, ci sono quasi 200 persone anche adulte. A Milano gestivo un centro sportivo in via Forze Armate, che è stato chiuso causa Covid, e ora insegno nella palestra di mio fratello, Scuola di arti marziali, in corso Lodi".

Sua moglie la affiancava?

"Sì, lei non insegnava judo ma si è sempre prodigata per darmi supporto in ogni attività. Era il mio sostegno. Ora non riesco a pensare a lei senza commuovermi: ci siamo conosciuti da ragazzi, in zona Porta Romana, e siamo stati insieme per 50 anni. Abbiamo avuto un figlio, che è venuto a mancare tempo fa. Mia moglie adorava l’Africa, questa terra è la nostra seconda casa, qui trascorrevamo insieme il periodo di agosto e poi quello di Natale. Ora anche questo posto, senza di lei, non è più lo stesso. Ma andrò avanti a impegnarmi per lei".

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