La mappa dell'emergenza povertà in Lombardia
La mappa dell'emergenza povertà in Lombardia

Milano, 8 dicembre 2020 - Un anno dopo i lombardi si scoprono più poveri. Quasi due su cento (1,8%), circa il 20% in più rispetto a gennaio, sono costretti a vivere con 419 euro al mese. Il calcolo è dell’Inps, risultato di una media tra gli importi ricevuti dai destinatari del reddito di cittadinanza, il sussidio garantito dallo Stato ai nuclei familiari con Isee inferiore ai 9.360 euro, e della pensione di cittadinanza destinata a chi ha più di 67 anni. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio (dati all’11 novembre), nella locomotiva d’Italia dove si produce il 25% del prodotto interno lordo del Paese si contano 73.298 nuclei familiari (un totale di 164.961 persone) con reddito di cittadinanza: ricevono un importo medio di 481,17 euro al mese. 

I destinatari della pensione di cittadinanza sono invece 14.989 (16.487 persone coinvolte): a loro spetta un aiuto mensile medio di 229,08 euro. La somma di chi si sostiene con i due sussidi è di 88.287 nuclei e 181.488 persone, con un importo medio di 419 euro. Milano è la provincia con più bisognosi, con una percentuale che sale al 2,4% dei residenti: 33.514 nuclei familiari vivono col reddito di cittadinanza, 6.238 con la pensione. Stessa incidenza in termine percentuali a Pavia. Brescia, Lodi, Mantova e Cremona si attestano all’1,7%, Varese all’1,6%, Monza all’1,4%, Bergamo all’1,3%, Como all’1,1%. Sotto l’1% solo Lecco e Sondrio.

Da inizio anno in Lombardia ci sono più famiglie e più pensionati con i requisiti previsti dal sussidio minimo erogato dallo Stato. E se il dato rispetto a settembre è in calo è solo per questioni burocratiche. A ottobre c’è stato il passaggio tra la fine del primo ciclo (18 mesi) di reddito e pensione di cittadinanza (la prima va rinnovata, la seconda prosegue automaticamente) e l’avvio del nuovo corso. Un mese in cui sono stati erogati meno sussidi rispetto a settembre proprio per le scadenze, in attesa dei rinnovi e la ripresa delle erogazioni. In Lombardia 16.468 nuclei hanno chiesto un nuovo ciclo dopo averne già beneficiato. Complessivamente, in Italia, da quando è stato introdotto dal Governo, 2.564.035 nuclei familiari hanno presentato una domanda di reddito o pensione di cittadinanza: 1.541.122 sono state accolte, 447.099 sono in lavorazione e 575.814 sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 a oggi, 188.950 nuclei sono decaduti dal diritto.

Dalla Lombardia sono arrivate 252.343 richieste, il 10% del Paese, terza regione dopo Campania e Sicilia. Quelle accolte sono state 137.390 (il 9% del totale nazionale) di cui 23.284 decadute (o revocate) e 25.819 terminate, dato che si riferisce ai nuclei familiari che hanno concluso il primo ciclo di reddito di cittadinanza. In lavorazione ne risultano quasi 40mila (39.943), mentre 75.010 hanno ricevuto una risposta negativa. L’aumento di situazioni di povertà è destinata a crescere il prossimo anno, quando si amplificheranno le conseguenze economiche della crisi sanitaria causata dal coronavirus.
I primi segnali si vedono nell’aggiornamento Inps delle statistiche relative ai destinatari del reddito di emergenza, istituito a maggio all’interno del Decreto Rilancio legato all’emergenza Covid 19 e prolungato ad agosto e ottobre. In Lombardia sono stati 84.042 su 599.963 a livello nazionale (il 14%) i nuclei che hanno presentato domanda per ricevere sostegni per il periodo maggio-agosto: 28.966 sono state accolte, 787 risultano in lavorazione, 54.289 sono state respinte. Dopo il decreto legge di agosto, che ha esteso il provvedimento, hanno chiesto aiuto per settembre-ottobre 40.246 nuclei familiari: 19.348 nuclei hanno ricevuto il sussidio, 4.310 domande risultano in lavorazione, 16.588 pratiche sono state respinte. Solo a gennaio si conoscerà l’ulteriore incremento dell’ultimo bimestre novembre-dicembre.