"Albiani protesta a Milano? Faccia quel che vuole" - Sala vs. Albiani: tensioni nella maggioranza

Il sindaco Sala annuncia un cambiamento nelle misure di sicurezza per le zone di Milano, ma le critiche del consigliere Albiani del Pd riaccendono vecchi attriti. Sala ribadisce che le misure sono necessarie per ridurre il disturbo alla quiete pubblica.



"Albiani protesta a Milano? Faccia quel che vuole" - Sala vs. Albiani: tensioni nella maggioranza

"Albiani protesta a Milano? Faccia quel che vuole" - Sala vs. Albiani: tensioni nella maggioranza

Il cambio di passo annunciato dal sindaco Beppe Sala sul tema dehor e la chiusura anticipata alle 24 ha creato malumori e tensioni anche nella maggioranza. Ieri, botta e risposta tra il sindaco e Michele Albiani, consigliere comunale Pd, presidente della Commissione Sicurezza, da sempre sostenitore del Rainbow district. "Rimango interdetto dalla proposta di far chiudere i dehor a mezzanotte, soprattutto in Porta Venezia – ha scandito Albiani –. È evidente che non si siano compresi i reali problemi della zona, se no si saprebbe che le chiusure anticipate riducono la sicurezza dei cittadini". Ma l’intenzione di mettere un freno alla malamovida è stata ribadita dal sindaco ieri, a margine degli “Stati generali della cultura“. "Non è una regola che va applicata per definizione a tutta la città ma in alcune zone, sia in funzione di quello che rileviamo nel disturbo alla quiete pubblica, sia in termini di quanto i cittadini si fanno sentire con noi". Quanto alle critiche rivolte dal consigliere del Pd Albiani, ha liquidato l’interlocutore con un secco: "Faccia quello che vuole". Per poi sottolineare che "nessuno ha la bacchetta magica o sa se misure del genere possono essere risolutive. Bisogna provare". Le polemiche tra i due “colleghi“ del centrosinistra riaccendono vecchi attriti che sembravano sepolti. Già durante la pandemia, infatti, il consigliere Albiani aveva accusato Sala di applicare misure inefficaci vietando l’alcol d’asporto in orario serale dalle 22 in poi.

M.R.