Milano, 2 gennaio 2020 - Sono stati tagliati questa mattina, giovedì 2 gennaio, gli alberi - alcuni secolari - del Campus Bassini del Politecnico di Milano, alla presenza di un massiccio dispiego delle forze dell'ordine e tra le proteste di studenti e abitanti del quartiere che hanno esposto diversi striscioni tra cui uno dove si legge: "Politecnico e Comune ordinano. Gli alberi muoiono. Resta, Sala, Maran vergogna!". "Assassini, criminali", hanno urlato alcuni cittadini a ogni tonfo al suolo delle piante tagliate. "Salviamo gli alberi del Campus Bassini, non ci resta che piangere", e' scritto su un altro striscione firmato da studenti, residenti e docenti.

Striscione di protesta contro il taglio degli alberi al Campus Bassini del PolitecnicoStando a un cartello affisso dalla ditta che ha eseguito i lavori per conto dell'ateneo, si tratterebbe di una "potatura preliminare propedeutica alle operazioni di spostamento degli alberi" in vista della costruzione di un nuovo edificio del dipartimento di Chimica al posto del parco che ha un'area di circa 6.000 metri quadri. "Non è una potatura perché stanno tagliando gli alberi alla base - ha detto invece all'AGI Arianna Azzellino, docente dell'ateneo che guida da diverse settimane la lotta contro l'abbattimento degli alberi del parco dove da 70 anni chi frequenta il Politecnico o vive nella zona studia, passeggia e trova ristoro -. Da quello che sappiamo dal cantiere, l'ordine è spostarne una ventina e abbattere gli altri. Quindi le parole del rettore, Francesco Resta, che prometteva lo spostamento di tutti e 57 gli alberi che ostacolano la costruzione del nuovo edificio erano solo una 'battuta'. I lavori sono ripresi nonostante nella commissione Ambiente del Comune del 6 dicembre scorso si fosse ipotizzata l'istituzione dei tavoli tecnici per discutere il trasferimento dei 57 alberi, cosi' come annunciato dal Rettore".

Il progetto del Politecnico di costruire la nuova palazzina al posto del parco è oggetto di un'intesa Stato-Regione Lombardia perfezionata nel settembre dello scorso anno. In una lettera inviata da professori, comitati di cittadini e associazioni ambientaliste a Sala, al presidente della Regione Attilio Fontana e ai ministri competenti, si legge che "all'impatto devastante dell'operazione non corrisponde alcuna effettiva misura di adeguata compensazione, senza che siano state vagliate tutte le alternative possibili nel quartiere dove c'e' un rilevante patrimonio pubblico immobiliare sostanzialmente dismesso che attende solo di essere riqualificato". Nei giorni scorsi, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Milano sulla vicenda.