Ragazzi al chiosco nelle sere d'agosto a Milano
Ragazzi al chiosco nelle sere d'agosto a Milano

Milano, 13 agosto 2018 - Guidano furgoni, stanno dietro una cassa del supermercato, fanno le pulizie. Il mondo variegato di chi, per necessità, non va in fiere in agosto. Se la contemporaneità è all’insegna dell’apertura 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (come spiegava un docente della Columbia University, Jonathan Crary, nel suo libro di qualche anno fa, «24/7») non stupisce che anche il lavoro diventi non-stop, anche questo mese.

«I tempi morti con l’e-commerce non esistono» spiega Miles de Lucchi, 26 anni e titolare da 4 di una ditta di trasporti. Uno dei tanti milanesi che ha trascorso sabato notte a rilassarsi al Chiringuito San Siro. Dopo una dura settimana di lavoro a fare consegne urgenti da una parte all’altra di Milano. Per il secondo anno deve rinunciare alla piacevole vita da spiaggia. Per tanti motivi: «Il lavoro non manca. Ci sono il mutuo, la macchina, le tasse da pagare. E poi se io chiudessi per qualche settimana procurerei un disservizio ai miei clienti. Sarebbe una cattiva pubblicità per chi come me ha voglia di emergere» .

La vita è cambiata per tutti: «Abito qua dietro e frequento il Chiringuito da 10 anni. Nel 2008 ad agosto era vuoto. Adesso non c’è un posto per sedersi. Egoisticamente parlando dico che è meglio così: almeno non mi sento solo».

La pensa in maniera diversa Alice Sivori, 25 anni. Di professione cassiera in un supermercato, anche lei è in città perché «il mondo della grande distribuzione non conosce pause». Ma il fatto che ci siano così tanti milanesi che hanno rinunciato al mare non è esattamente una fortuna: «Io che sto in contatto con il pubblico tutto il giorno osservo gente sull’orlo di una crisi di nervi anche solo per fare la fila ad una cassa. Sbuffano ogni due secondi e si lamentano quando va bene. C’è chi arriva ad insultarmi. Come se fosse colpa mia se ho solo due mani… Il consiglio che mi permetto di dare è cercare di riuscire a ritagliarsi un periodo di riposo, anche a settembre, per “detossificarsi” dallo stress. E quello di sforzarsi sempre a sorridere: è importante» è il suo accorato appello.

Anche ad Alice Campinelli, che di anni ne ha 22 ed è addetta in un’impresa di pulizie, tocca la permanenza «coatta» sotto la Madonnina: «Fosse per me farei andare tutti in vacanza ad agosto ma il mio capo ha deciso diversamente» dice sorridendo. «Le settimane di riposo sono scaglionate su turni e per me è stabilito a settembre». Non è sola. Ha tanti amici con sé al Chiringuito di piazzale dello Sport.

Il suo gestore, Luca Mazzeo, 32 anni, si frega le mani. Il suo è stato il primo chiosco estivo di Milano, aperto dal 1997 dal padre, da aprile a settembre. Ma 20 anni fa era diverso: «I miei mi raccontavano che ad agosto era un periodo “morto”. Ma da quando lo gestisco io, da 3 anni a questa parte, si lavora che è una meraviglia». I baristi shakerano uno dietro l’altro il Moscow Mule, «il cocktail dell’estate 2018», assicurano: una miscela esotica a base di lime, soda, zenzero e vodka. Anche Giuseppe Piciocchi, 42 anni e da 13 titolare del Chiosco Maradona in via Tabacchi, famoso soprattutto per il panino alla napoletana con salsiccia, provola e friarielli, assicura che gli affari vanno a gonfie vele: «Ogni anno che passa c’è sempre più gente che passa l’estate con noi».