Affitti brevi, lite Sala-Santanchè: "La ministra non vuole limitarli": "Il sindaco mente, Governo attivo"

Il primo cittadino: 27 mila alloggi per i turisti. Lavoriamo per nuovi studentati

Affitti brevi, lite Sala-Santanchè: "La ministra non vuole limitarli": "Il sindaco mente, Governo attivo"

Affitti brevi, lite Sala-Santanchè: "La ministra non vuole limitarli": "Il sindaco mente, Governo attivo"

Botta e risposta sulla regolamentazione degli affitti brevi tra Giuseppe Sala e Daniela Santanchè. Il sindaco sostiene che per limitare gli affitti riservati ai turisti l’esecutivo nazionale abbia fatto poco o nulla. Il ministro del Turismo, invece, ribatte che quello di Giorgia Meloni è il primo Governo ad essere intervenuto sul tema.

Ma ripartiamo da capo. Sala, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Humanitas, alla domanda sulla situazione degli alloggi per gli studenti, va all’attacco: "Sugli affitti brevi non si riesce a fare nulla. Il dossier era in mano alla ministra Santanchè, che non ha nessuna intenzione di facilitare il contenimento degli affitti brevi. Per cui si va avanti un po’ alla volta, cercando di promuovere nuovi progetti di residenze universitarie e di spingerli. Ma è chiaro che così stando le cose, con 27 mila appartamenti a Milano dedicati agli affitti brevi, si perdano opportunità". La replica della Santanchè non si fa attendere troppo: "Sala mente sapendo di mentire. Questo è il primo Governo che è intervenuto sul tema degli affitti brevi. Soltanto adesso la sinistra si ricorda dell’importanza di regolamentarli? Abbiamo già definito la norma che istituisce il Cin (Codice identificativo nazionale alle unità immobiliari a uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche, ndr) e abbiamo avviato un tavolo tecnico con le Regioni sull’interoperabilità tra le banche dati regionali e nazionale. L’ultimo incontro si è svolto proprio venerdì scorso, perché il nostro obiettivo è di rendere il Cin operativo nel minor tempo possibile, assicurando il raccordo con le Regioni e compatibilmente con i tempi tecnici necessari per un intervento così delicato e, al tempo stesso, innovativo".

Ma cosa hanno fatto, effettivamente, Governo e Parlamento sugli affitti brevi? Il primo passo è stato fatto sul fronte della tassazione, che si effettua tramite tassazione ordinaria o cedolare secca al 21% che sostituisce l’Irpef e le addizionali regionale e comunale dovute sul canone di locazione. A partire dal 2024 la percentuale è passata al 26% se si possiede più di un immobile affittato nello stesso anno.

Non solo. Il Dl Anticipi, che conteneva al suo interno la “Disciplina delle locazioni per finalità turistiche, delle locazioni brevi, delle attività turistico-ricettive e del codice identificativo nazionale”, prevede che il ministero del Turismo, che detiene e gestisce la relativa banca dati, assegni, tramite procedura automatizzata, un Codice identificativo nazionale (Cin) alle unità immobiliari a uso abitativo destinate a contratti di locazione per finalità turistiche, alle unità immobiliari a uso abitativo destinate alle locazioni brevi e alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere. Inoltre, si prevede che le unità immobiliari a uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche siano munite dei requisiti di sicurezza degli impianti e che, in ogni caso, tutte le unità immobiliari siano dotate di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti nonché di estintori portatili ubicati in posizioni accessibili e visibili, in particolare in prossimità degli accessi e in vicinanza delle aree di maggior pericolo e, comunque, da installare a una distanza di uno ogni 200 metri quadrati di pavimento, o frazione, con un minimo di un estintore per piano. Si prevede, infine, nei casi di violazione delle disposizioni contenute nella norma, un regime sanzionatorio il cui ricavato rimarrà nella disponibilità dei Comuni per far fronte alle necessità legate al turismo.

Massimiliano Mingoia

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