A ottant'anni dall'Armistizio: Rho ricorda gli Internati Militari Italiani

Venerdì sera a Rho si è tenuta una serata dedicata agli Internati militari italiani (Imi), per ricordare la deportazione di 800mila militari italiani nei campi d’internamento del Reich. Si è parlato della resistenza parallela senza armi e della ricerca sugli Imi rhodensi. Il sindaco ha dato appuntamento al 25 aprile 2024 per un ricordo dei 41 Imi rhodensi.



A ottant'anni dall'Armistizio: Rho ricorda gli Internati Militari Italiani

A ottant'anni dall'Armistizio: Rho ricorda gli Internati Militari Italiani

"La storia siamo noi, nessuno si senta escluso", è il titolo della serata dedicata agli Internati militari italiani (Imi) che ha chiamato a raccolta venerdì sera a Rho 150 persone tra cui molti dei familiari dei militari. L’iniziativa è stata l’occasione per recuperare una pagina di storia anche rhodense. L’8 settembre 1943 fu siglato l’armistizio tra il Paese e gli Alleati (quest’anno ricorrono gli 80 anni): a seguito della resa incondizionata agli angloamericani, circa 800mila militari italiani furono deportati nei campi d’internamento del Reich. Circa 600mila tra loro scelsero di restarvi pur di non mettersi al servizio della Repubblica sociale italiana. Tra loro diversi rhodensi. Paola Pessina, moderatrice della serata, ha esortato figli e nipoti degli Imi a "raccogliere documenti, immagini e racconti" per una mostra. Carmen Meloni, di Aned, ha illustrato il sistema concentrazionario nazi-fascista. Mario Anzani, presidente di Anpi, ha sottolineato come gli “internati“ abbiano "vissuto una resistenza parallela senza armi", mentre Alfonso Airaghi ha parlato della sua ricerca sugli Imi rhodensi. Il sindaco Andrea Orlandi ha dato appuntamento "al 25 aprile 2024 per un ricordo dei 41 Imi rhodensi finora noti". Mon.Gue.

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