Viaggiatori in partenza dall’aeroporto di Linate
Viaggiatori in partenza dall’aeroporto di Linate
Aeroporto di Linate, ieri mattina. In fila ci sono quelli che stanno partendo per il Sud prima che sia vietato dalle restrizioni natalizie. Carichi di valigie "con pochi regali perché non si è potuto girare molto", ma felici "perché temevamo che non sarebbe stato possibile spostarsi in un’altra Regione neanche prima della Vigilia". Tanti dicono anche di aver effettuato tamponi per precauzione, per non correre il rischio di contagiare nessuno. Rocco, metalmeccanico di 46 anni, non vede l’ora di rivedere sua moglie e i suoi due ragazzi...

Aeroporto di Linate, ieri mattina. In fila ci sono quelli che stanno partendo per il Sud prima che sia vietato dalle restrizioni natalizie. Carichi di valigie "con pochi regali perché non si è potuto girare molto", ma felici "perché temevamo che non sarebbe stato possibile spostarsi in un’altra Regione neanche prima della Vigilia". Tanti dicono anche di aver effettuato tamponi per precauzione, per non correre il rischio di contagiare nessuno. Rocco, metalmeccanico di 46 anni, non vede l’ora di rivedere sua moglie e i suoi due ragazzi di 20 e 13 anni, che vivono vicino Caltanissetta: "Mi sono dovuto trasferire al Nord per lavoro, lasciando la famiglia. Una sofferenza. E ci si è messo anche il Covid a complicare le cose. Non ci vediamo da tre mesi", dice. Salvatore Perna, 60 anni, è un collega.

Pure lui è in partenza per la Sicilia: "Ho fatto il tampone molecolare a mie spese: per fortuna è risultato negativo. A casa mi aspettano moglie e due figli di 25 e 35 anni, che ho dovuto lasciare 4 anni fa per lavorare in Lombardia. Torno a casa appena posso. Di regali non ne porterò... Fino all’ultimo non sapevo se sarei potuto partire, peraltro inizialmente avevo prenotato il volo per il 23 e poi ho anticipato per evitare il caos dell’ultimo minuto". Tanti evidenziano che anche solo il fatto di poter tornare a casa è un dono, quest’anno. "Se c’è una cosa buona in questo 2020 disgraziato è la felicità di riscoprire l’essenziale. Il desiderio, più che il regalo, è stare con le persone che amiamo. Dovrebbe essere sempre così, ma stavolta si avverte di più, dopo aver vissuto i lockdown". Annuisce Chiara Alessandro, studentessa diciannovenne di ingegneria energetica al Politecnico, trasferitasi a Milano da Catania: "A casa mi aspettano i miei genitori e mio fratello. Di regali ne ho pochi, acquistati soprattutto on line. Qui mi trovo benissimo, è una città che offre tutto. Ho desiderato vivere in questa metropoli, ma nel cuore ho sempre casa".

Stessa sensazione per Paola Beccoi, che 28 anni fa ha lasciato la sua Sardegna ("Ne avevo 19") e che lavora a Milano da 10 nel settore del turismo: "Ho comprato casa qui qualche mese prima del lockdown. Ed ero preoccupata, nelle scorse settimane, di non poter tornare a casa, vicino Nuoro. Passerò il Natale con papà e mamma, questo è l’importante. I regali? Ho detto ai miei amici di comprarli da parte mia in Sardegna". Tra i viaggiatori in partenza c’è anche Antonio Lipari, palermitano di 23 anni, ufficiale di Marina a Milano solo di passaggio: "Non vedo la mia famiglia da cinque mesi. Sono in viaggio da ieri sera (giovedì, ndr), da Dakar a Madrid, poi fino Monaco e Milano. Questo è il terzo scalo. La prossima tappa sarà la meta della mia odissea".