Raul Cremona, il mago de Milan: "Sogno più teatri e meno ristoranti"

Meneghino da sei generazioni, lancia il Festival della Magia e svela i suoi spettacoli in anteprima

Raul Cremona, il mago de Milan

Raul Cremona, il mago de Milan

Milano – Raul Cremona, il mago de Milan. Titolo conferito - parole sue - "da una mamma col bambino per mano. Indicandomi per strada: è lui! Conoscevano la mia parodia del grande Silvan: Silvano il mago di Milano, che diventò “de Milan”. Sarà il titolo di uno spettacolo ancora in cantiere".

Come insidiare invece il primato di Torino?

"Nella capitale della magìa bianca e nera, il leggendario sensitivo Gustavo Rol tutt’al più ha refilato la sua medaglietta da collo a qualche moglie di vip".

Ci riferiamo però agli 11 milioni di euro previsti come ricaduta su Torino, sede degli europei e dei mondali di magìa 2024 e 2025.

"Quel che io faccio a Milano è un regalo personale, per amore e passione: il Festival della magìa. Dal 3 al 7 gennaio, al Teatro Manzoni. Cose mai viste".

Po Cheng Lai, Mike Chao...

"Vedrete, sì, da Taiwan i sublimi incantatori, arrivati a livelli inimmaginabili. E i campioni di magìa comica senza oggetti, la coppia spagnola Ramó&Alegría".

Infatti circolano poche maghe.

"In realtà tante donne (come gli uomini dotate di mani non racchie) cominciano a frequentare il Clam di Milano, che ora presiedo. Vi entrai già antico a 17 anni, invece di andare in discoteca. L’indirizzo: via Thaon de Revel 21, nella bellissima fonderia napoleonica".

Non è forse un lusso la magìa?

"È un’arte antica. Ti fa vedere l’altra faccia della realtà, facendoti divertire".

Come s’impara?

"Dai giocolatori di bussolotti, dagli imbonitori di piazza come il nonno e papà che avevano il Duomo come palco. Dal bisnonno Kremont, clown molto popolare a Milano. Dai cafoni maghi Oronzo, tanti nel quartiere dove sono nato, specialisti in sparizioni di autoradio".

Puff!

"... “E besogna vedè con che sveltezza el fà sparì tuscoss sto illusionista : a ogni colp de bacchetta ona prodezza ! Pressapocch certa gent in sta manèra t’imbrojen sù, cambien i cart a vista, e al mond hin lôr che fann pussee carrièra”, scriveva Giorgio Bolza, poeta e impiegato di banca, titolando “Mister Puff (Illusionista)” un rarissimo sonetto degli anni Trenta".

Sembra il ritratto di un famoso contemporaneo. Ma Raul Cremona cosa farebbe sparire?

"I ristoranti che hanno invaso Milano. Li odio. Voglio mangiare a casa mia".

Milanese da sei generazioni, cosa rimpiange?

"Il Ciak, lo Smeraldo, il Cristallo, il Principe, con quello di Porta Romana (vicino alla casa di Dario Fo) tutti i teatri spariti. È il teatro la dimensione in cui vale la pena di vivere, magìa pura. Ed ecco anche l’Odeon trasformarsi in centro commerciale".

Sventrato nel Novecento il Bottonuto, quartiere grazioso e vizioso intorno all’attuale piazza Missori, resta però La Canobbiana rinominata Teatro Lirico Giorgio Gaber.

"E resta la lezione di Gaber, che si è sprofondato nel disagio dagli anni Settanta ad oggi".

Perciò al “Bravissssssimo!” Raul sempre scritturato, chi non s’accontenta di mangiare chiede: che fare?

"Nel libro “La vita è un mazzo di carte”, in preparazione con Salvatore Vitellino, insegnerò che il trucco di distrarre l’attenzione può cambiare la storia, come riuscì a un prestigiatore, contro i tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale".

Una magìa per convertire i politici?

"Io, Signore e Signori, faccio giochi, non miracoli".

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