Milano, 10 febbraio 2021 - Tutti pronti per una ondata di gelo. E' iniziato il conto alla rovescia per l'arrivo di Burian, il vento proveniente dagli Urali, che tra meno di 48 ore si abbatterà sull'Italia portando gelo e neve anche a quote basse. Il repentino crollo delle temperature sarà accompagnato dall'arrivo di una perturbazione e dalla formazione di un vortice ciclonico. Ma quando arriverà questa svolta fredda? Attenzione. I primi segnali scatteranno già nelle prossime ore: dal pomeriggio di giovedì 11 febbraio venti freddi venti freddi provenienti dalle steppe russe-siberiane inizieranno ad avanzare. Per la diffusione vera e propria si dovrà però attendere venerdì 12 febbraio

L'instabilità andrà da Nordovest verso il Centro-Sud con neve in pianura dapprima sul Piemonte, sul pavese e sull'Emilia occidentale, ed entro sera anche su molte città della Toscana. In tarda serata il maltempo approderà anche nel resto del Paese. Sabato il Burian determinerà temporali sul medio Adriatico e su tutto il Sud con la neve che scenderà gradualmente fin sulle coste adriatiche dall'Abruzzo alla Puglia, in Campania fino a Napoli e Salerno, su tutta la Basilicata e in Calabria. Sul resto delle regioni, protagonista il gelo con temperature che di giorno a stento saliranno sopra lo zero e di notte scenderanno diffusamente sotto. Domenica l'Italia sarà sferzata dal vento siberiano e da un freddo tagliente, ma con la prevalenza del sole.

Anche in Lombardia ci sarà dunque un diffuso calo delle temperture, accompagnato da giornate sostanzialmente soleggiate: da domani torneranno gelate diffuse ovunque, con un calo termico generalmente intorno ai 7-10°C. Di seguito le previsioni dell'Arpa della Lombardia per i prossimi giorni

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Cos'è il Burian?

Il Buran (o Burian, dall'adattamento in italiano del termine), come viene chiamato in russo (буран, burán), è un vento di aria gelida. Il nome significa appunto vento molto forte, può arrivare a soffiare fino a 70 chilometri orari e far abbassare le temperature anche di 10 gradi.  Arriva dal Nord Est della Siberia e dalle zone kazake, per poi attraversare le pianure sarmatiche e, molto raramente, raggiungere l’Europa centrale e quella meridionale. E' causato da una depressione che sconvolge le condizioni anticicloniche tipiche della zona. Spesso è accompagnato da bufere di neve congelata che provocano il cosiddetto "blizzard", ovvero una condizione di scarsa o assente visibilità, causata dai fiocchi di neve che, dopo essere caduti a terra, vengono sollevati di nuovo e si mescolano alla neve che scende.

E il termine "buriana"?

In italiano esiste la parola "buriana" (chiasso, trambusto ma anche forte temporale) che deriva però dalla forma slovena "burja", (potrebbe trattarsi di una semplice deformazioni di "borana "da "bora"), in ogni caso dal greco βορέας, come Borea, il dio del vento da nord e come il lemma "burrasca" (e lo spagnolo borrasca). La parola russa буран sembra invece avere un'origine comune al turco burağan, "vento molto forte", con paralleli in altre lingue del gruppo turco (lingue altaiche, quindi non indoeuropee) da una radice comune bor- che significa appunto "volgere, trascinare".