Lodi, caos in ospedale: assembramenti per le visite

Il segretario provinciale Confsal Lazzarini ha chiesto alle forze dell’ordine di intervenire al Maggiore

Ospedale

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Lodi - «Non è accettabile vedere decine di persone costrette a fare assembramenti per una visita di controllo in ospedale". A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della Confsal di Lodi, Stefano Lazzarini, che ieri ha chiesto alle forze dell’ordine di intervenire al primo piano dell’ospedale Maggiore di Lodi. Il problema sarebbe legato alla scelta dell’Asst di Lodi di fissare appuntamenti a distanza di pochi minuti uno dall’altra. Una modalità che permetterebbe, almeno secondo il sindacato, di accelerare il ritmo delle visite e di recuperare gli arretrati accumulati con l’emergenza Covid, ma che avrebbe come conseguenza il rischio di assembramenti e di attese in spazi ridotti. "Stiamo parlando di un problema che continua da settimane e che abbiamo già segnalato più volte - spiega il segretario Confsal Lodi, Stefano Lazzarini, che da 40 giorni è in sciopero della fame per chiedere all’Azienda più tutele per i dipendenti -. Dopo aver sollecitato la Regione, ora ho deciso di chiamare le forze dell’ordine. Stamattina (ieri per chi legge, nrd) sono intervenuti gli agenti della Digos.

La situazione , oltre a essere pericolosa per la circolazione del virus, sta creando problemi ai medici che sono stanchi perché i ritmi sono troppo pressanti. Si consideri che secondo le regole per fronteggiare il Covid attualmente il distanziamento tra un appuntamento e l’altro è pari a 20 minuti, anche per poter sanificare correttamente i locali: conseguentemente in un’ora sarebbero al massimo 4/5 i pazienti da visitare. A Lodi invece tanti pazienti restano in attesa". Intanto, sul fronte dei recuperi delle visite ambulatoriali, l’Azienda guidata dal dg Salvatore Gioia ha dato una decisa accelerata per recuperare le visite. Quasi azzerate gli appuntamenti da recuperare per l’emergenza Covid (90mila un anno fa).