L’ingresso dell’ospedale di viale Marconi in cui è stato individuato il paziente 1
L’ingresso dell’ospedale di viale Marconi in cui è stato individuato il paziente 1

Codogno (Lodi), 24 dicembre 2020 - Nella stessa stanza dove lo scorso 20 febbraio venne eseguito il tampone con cui fu accertato ufficialmente il primo caso di coronavirus in Italia e Mattia Maestri salì alla ribalta delle cronache come il 'Paziente 1', ora verrà fatto il primo vaccino anti-Covid.

All'ospedale di Codogno, una delle strutture simbolo delle pandemia in Italia, e tra quelle prescelte per il V-Day, giornata che segna il via della campagna di somministrazione dei vaccini nel reparto di rianimazione, proprio nella stanza dove era ricoverato Mattia, stanno allestendo le postazioni. I primi a sottoporsi al vaccino saranno tre operatori che rappresentano l'impegno e la battaglia di medici e personale sanitario contro l'epidemia: si tratta di un'infermiera dell'equipe dello stesso reparto di rianimazione, al momento vuoto in quanto a gennaio partiranno i lavori di ristrutturazione - ci sono però 4 letti di terapia intensiva in pronto soccorso -, del primario del pronto soccorso Stefano Paglia e di Massimo Vajani, presidente dell'ordine dei medici di Lodi ma anche medico di base.

Domenica prossima assisteranno al V-Day anche il direttore generale della Asst di Lodi Salvatore Gioia, forse ma non è ancora certo Annalisa Malara - una delle due dottoresse che forzando i protocolli chiese e ottenne di sottoporre Mattia al tampone - e il sindaco di Codogno Francesco Passerini. "Spero che qui domenica prossima, dove tutto è cominciato, sia l'inizio della fine di questo incubo che imperversa sul nostro territorio da 10 mesi", ha affermato il primo cittadino augurandosi che il Vax Day sia il punto di partenza per "poter guardare al futuro con una rinnovata speranza e per arrivare a riassaporare quella libertà che in questo periodo purtroppo credo sia la cosa che sia mancata più di tutti. Speriamo che sia di buon auspicio per il 2021".