PAOLA ARENSI
Cronaca

Tangenziale di Lodi: massicciate a rischio dopo gli smottamenti. Cosa sta succedendo

La denuncia del presidente del comitato alluvionati, Domenico Ossino: “Necessari interventi di manutenzione più decisi

Smottamento in zona tangenziale

Smottamento in zona tangenziale

Lodi, 19 giugno 2024 – Smottamenti e vegetazione selvaggia lungo la tangenziale di Lodi, i cittadini protestano e chiedono "più sicurezza". Portavoce della lamentela è il lodigiano Domenico Ossino, ex consigliere comunale in città e presidente del Comitato alluvionati Lodi dopo l’emergenza del 2002.

"Dopo il recente maltempo e gli smottamenti avvenuti sulle rive di fianco alla tangenziale est di Lodi, lamento un’inadeguata gestione della manutenzione generale – dice – In primis delle massicciate nel tratto sopraelevato al piano campagna e di conseguenza, anche della vegetazione, specialmente in seguito ai danni strutturali avvenuti lungo le massicciate nell’autunno 2019. Ritengo che la tenuta delle massicciate della tangenziale di Lodi sia a rischio".

"I problemi più rilevanti per la tangenziale di Lodi sono accaduti nell’ottobre 2019 – ricorda Ossino –, a seguito di una ‘bomba d’acqua’. Per la messa in sicurezza, nel tratto dal chilometro 1,5 al 2, si era arrivati a ottobre 2020, si era atteso quasi un anno, con le carreggiate dimezzate in tutti e due i sensi di marcia. Ma poi furono fatti solo interventi tampone". Infatti solo un piccolissimo tratto ha la massicciata rimodellata e ora priva di vegetazione, che si vede dai campi, tra la roggia Molina e la roggia Molinetta, ai piedi della carreggiata in uscita da Lodi in direzione Crema: sono due muretti fatti di massi, a far da freno a possibili ulteriori smottamenti. Ora, dopo i recenti eventi temporaleschi, si è aggiunto il muretto di massi realizzato allo svincolo dell’ospedale di Lodi, ancora in direzione Crema. Agli interventi di messa in sicurezza realizzati nel 2020, non ne sono seguiti ulteriori".

Ossino non è convinto. "Dubito anche su ulteriori verifiche sulle scarpate, dato che lo stato della vegetazione a tratti è una selva inestricabile incolta, che non permette di fare verifiche puntuali sullo stato dei pendii. Inoltre, dalla parte della tangenziale, in direzione Milano, dove ora sono avvenuti i nuovi smottamenti, non fu fatto nessun intervento, e c’erano ancora alla base della struttura della tangenziale punti scoperti. Non è stata realizzata nessuna operazione di pulizia sulla vegetazione, per verificare lo stato di fatto, e ci siamo ritrovati ad avere la stessa situazione dell’autunno 2019".

"Ritengo necessaria e opportuna una verifica di tutto il tratto della tangenziale Est, almeno per la parte sopraelevata, che abbia come finalità la sicurezza e la gestione puntuale della vegetazione. Hanno fatto solo lo sfalcio dei cigli delle carreggiate, 50 centimetri, e una sola volta la pulizia delle scalere dell’acqua piovana" conclude. Anas al momento non ha replicato.