Sindacalista in cella: "Ha il morale a terra ma la salute è discreta"

Il sindacalista Gianfranco Bignamini, arrestato per reati diffamatori, è in buone condizioni fisiche ma moralmente distrutto. L'avvocato sta lavorando per ottenere una pena alternativa al carcere, basandosi sulle sue condizioni di salute. La decisione del tribunale di sorveglianza potrebbe arrivare la prossima settimana. Nel frattempo, il lavoro presso il patronato è ripreso, ma sarà nominato un segretario territoriale pro tempore per sostituire Bignamini.

Sindacalista in cella: "Ha il morale a terra ma la salute è discreta"
Sindacalista in cella: "Ha il morale a terra ma la salute è discreta"

Moralmente a terra, ma fisicamente in buona salute. Chi ha sentito in questi giorni per telefono il sindacalista Gianfranco Bignamini, 69 anni, arrestato venerdì 26 gennaio scorso e portato in carcere a Piacenza per un cumulo di pene di quattro anni per reati diffamatori, lo descrive come “distrutto“ anche se un volontario medico del sindacato lo ha visitato trovandolo in discrete condizioni. Ora la “partita“"si gioca, come più volte ricordato, sulla richiesta di pena alternativa al carcere: l’avvocato è al lavoro da giorni per poter presentare la documentazione necessaria che si basa soprattutto sulla carte sanitarie per dimostrare l’incompatibilità di Bignamini alla cella (da anni ha problemi di salute e gira con l’ausilio di una stampella). Secondo quanto trapelato dai collaboratori del sindacalista, la settimana prossima potrebbe essere decisiva in vista del pronunciamento del tribunale di sorveglianza anche se i tempi sono inevitabilmente lunghi. Intanto, nella sede del patronato di via Pascoli il lavoro è ripreso già dal giorno successivo all’arresto del 69enne anche se è stata dura riorganizzare il lavoro nello sportello con tante pratiche da evadere. In questa fase delicata, sarà anche nominato un segretario territoriale pro tempore per sostituire Bignamini in un contesto difficile per Fisi visto che si è aperto un braccio di ferro a livello nazionale tra chi dice di aver espulso Bignamini dal sindacato e chi invece ne riconferma la posizione. M.B.