Isolano e offendono in chat un compagno di classe: 5 studenti ammoniti dal questore

Lodi, preso di mira anche un docente, oggetto di commenti diffamatori. Tutto è nato dalla segnalazione della scuola, che ha scoperto una chat di whatsapp

La Questura di Lodi ha emesso i provvedimenti a carico di giovanissimi

La Questura di Lodi ha emesso i provvedimenti a carico di giovanissimi

Lodi, 23 gennaio 2024 – Isolano e denigrano un compagno e un docente via chat, scoperti e ammoniti dal questore per cyberbullismo. L’impegno degli agenti della Questura nelle scuole, per sensibilizzare i giovani sui comportamenti sbagliati che passano attraverso social e Whatsapp, a volte non basta. Ma la proficua collaborazione con gli istituti, che deriva da questi contatti, spesso, fa il resto. Ed è proprio dalla segnalazione di una scuola, entrata in possesso di una chat parallela a quella di classe, utilizzata dai ragazzini per denigrare un compagno, che sono partiti gli accertamenti della polizia.

In particolare è stata la divisione anticrimine a svolgere accertamenti che hanno portato all’identificazione dei cinque presunti autori di quei messaggi diffamatori. Frasi pesanti, che facevano male all’adolescente. Da qui i cinque ammonimenti, con finalità sociale-preventiva, emessi dal Questore di Lodi e la convocazione, in Questura, degli interessati, insieme ai genitori. Proprio tramite la rete Internet, i 18enni avrebbero quindi agito ai danni di un compagno di classe, posto in condizione di isolamento e privato così di qualsivoglia possibilità di relazione sociale con gli altri compagni.

In particolare, nella chat i ragazzi avevano condiviso commenti dal contenuto diffamatorio e fortemente denigratorio, sul conto della vittima e anche nei confronti di un docente. Commenti accompagnati da messaggi di consenso alle offese. Per la polizia, tutto è stato fatto con il solo fine di isolare il ragazzo preso di mira. La polizia ha quindi organizzato un incontro con gli studenti interessati, volto all’illustrazione delle conseguenze provocate dalle loro azioni, al fine di fargli comprendere il disvalore di tali condotte e le possibili attività riparatorie.

Alcuni di questi giovani, all’atto della notifica del provvedimento, hanno quindi aderito all’opportunità di intraprendere un percorso psicologico riabilitativo, volto all’elaborazione e revisione critica dei propri comportamenti. Un iter seguito dal Centro Italiano per la Promozione della Mediazione di Milano, grazie alla sottoscrizione da parte del Questore di Lodi, nell’ottobre 2022 del Protocollo Zeus.