LUCA PACCHIARINI
Cronaca

Mauro Simone, nuovo direttore Alle Vigne: “Voglio un teatro pop”

Attore e professore all’accademia Bsmt di Bologna, a battuto la concorrenza di altri 11 candidati. “Il primo evento che vorrei introdurre è un festival di giovani”

Mauro Simone, 44 anni, originario di Trani, è il nuovo direttore del teatro Alle Vigne

Mauro Simone, 44 anni, originario di Trani, è il nuovo direttore del teatro Alle Vigne

Lodi, 8 ottobre 2023 – È Mauro Simone, 44enne nato a Trani il nuovo direttore del teatro Alle Vigne. Ha battuto la concorrenza di altri 11 candidati. Simone ha lavorato nel mondo teatrale come attore, è professore all’accademia Bsmt di Bologna (oltre che vicedirettore della stessa), ma anche autore regista. È responsabile dei nuovi progetti della compagnia della Rancia. Sua anche la regia del primo spettacolo di prosa delle Vigne di questa stagione, il musical Once.

A inserirlo nel cartellone era stato, ironia della sorte, il suo precedessore Angelo Curtolo. La nomina di Simone è stata ufficializzata venerdì da Gino Biasini, amministratore unico di Giona, partecipata del Comune che gestisce la sala, dal sindaco Andrea Furegato e dall’assessore Francesco Milanesi. Il neodirettore ha parlato della sua idea di un teatro aperto alla cittadinanza, che sia una seconda casa per i lodigiani, l’idea è quella di un teatro pop. Vorrebbe aprire anche gli altri spazi intorno al palcoscenico per eventi più intimi come guide agli ascolti con musica dal vivo. Ma anche creare bandi per compagnie nuove.

Cosa l’ha spinta a proporsi come direttore delle Vigne?

“Era stato da sempre un mio sogno dirigere un teatro, poter collaborare con qualcuno e dare possibilità a giovani compagnie di esporsi. Appena ho visto il bando mi sono proposto”.

Quali erano i suoi rapporti con Lodi prima di questa incarico?

“Ho collaborato con il Ramo con un corso, ho portato lo spettacolo “Countdown” all’auditorium Bpl. Poi strinsi amicizie e cominciai a conoscere la città”.

Perché crede sia importante aprire di più il teatro alla cittadinanza?

“Perché c’è questa idea di teatro come spettacolo. In realtà è condivisione di cultura e arte. Si porterà nuova linfa al teatro”.

Cosa intende per teatro Pop?

“Proprio nel senso popolare, conosciuto a qualsiasi età”.

Dirigere un teatro vuol dire anche affrontare la difficile sfida di unire il successo commerciale con una proposta artisticamente rilevante; come intende farlo?

“La cosa importante è stare nei parametri economici, ma oggi con molti bandi ci si può aprire a varie realtà”.

Quale è il primo tipo di evento che le piacerebbe introdurre?

“Un festival di giovani, con eventi di musica, prosa, balletto, non solo classico. I giovani possono avvicinati con titoli interessanti regie dinamiche e attive. Non vedo l’ora di iniziare, ho tanta adrenalina”.