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26 gen 2022

Lodi, picchiata dal marito pregiudicato: i vicini sentono le urla e la salvano

I condomini hanno bloccato il 34enne, la donna è stata ricoverata. In gennaio sei casi di violenza segnalati in città. Il questore lancia l'allarme

La polizia ha arrestato il pregiudicato violento
La polizia ha arrestato il pregiudicato violento

Lodi - Una donna lodigiana è stata salvata dai vicini dopo essersi messa a urlare a squarciagola mentre veniva picchiata dal marito. Sono stati gli stessi condomini, infatti, a intervenire, bloccando così l’uomo inferocito, dopo aver sentito le urla disperate della donna che è stata poi curata in ospedale. Il questore di Lodi Nicolino Pepe, quindi, ha subito emesso un ammonimento per violenza domestica nei confronti dell’uomo, un lodigiano pregiudicato 34enne. La polizia ha anche potuto accertare, nell’ambito delle procedure del “codice rosso“, che non era la prima volta che la donna subiva violenze e prepotenze da parte del marito ma che ne era stata vittima almeno in altre due occasioni.

A Lodi gennaio è stato un mese nero per la violenza sulle donne. Sei i casi segnalati solo nell’ultimo mese. Continua l’escalation di violenze e paure segnalate da donne perseguitate da uomini. Cinque gli ammonimenti emessi dalla Questura di Lodi, a cui si aggiunge poi un divieto di avvicinamento e frequentazione dei luoghi dove abitualmente si reca la vittima. Nel Lodigiano gennaio è stato un mese nero, con numerose chiamate arrivate al Centro antiviolenza di Lodi e tanti interventi da parte delle forze dell’ordine che hanno permesso di prevenire episodi di gravità maggiore. L’ultimo caso di codice rosso nello scorso fine settimana. 

Un 46enne è stato “ammonito” dal questore per accuse di aggressione alla ex. A denunciarlo è stato la donna, una 30enne lodigiana, che si è rivolta alla Questura di Lodi dopo l’ennesimo episodio di violenza. Una lunga serie di maltrattamenti iniziati nel 2020. Poi pochi giorni fa la 30enne ha saputo ribellarsi lasciando la casa in cui viveva con l’ex convivente. Quella che si sta descrivendo con i numeri è una pandemia più silenziosa e, soprattutto, invisibile agli occhi. Casi di violenza domestica, fatte di paura e tensioni, che maturano lentamente. Un problema enorme che il Centro antiviolenza di Lodi “La metà di niente”, gestito dall’associazione L’orsa minore Odv, guidata dalla presidente Paola Metalla, sta seguendo direttamente attraverso un’equipe di psicologhe che ogni giorno raccoglie segnalazioni e casi da parte di donne. 

“Il nostro telefono è rovente, le chiamate sono tante ogni giorno”, fa sapere la presidente Metalla. Nel 2021 sono state circa 230 le richieste d’aiuto pervenute allo sportello d’ascolto del Centro antiviolenza di via Gorini 21 a Lodi, da altrettante donne che vivono in tutta la provincia e hanno trovato il coraggio di denunciare situazioni a rischio in casa: maltrattamenti, minacce, pestaggi. Ma il trend è costante. Circa 130 le prese in carico del Centro, compresi sei casi ad alto rischio, con allontanamenti dalle abitazioni.

 “A incidere è anche la pandemia - spiega Paola Metalla che gestisce il Centro antiviolenza di Lodi -. Nelle ultime settimane, come avvenuto nel primo lockdown, nel Lodigiano sono state tante le coppie costrette a restare a casa perché in quaratena. E così, come già accaduto nel 2020, sono aumentate le richieste di aiuto di chi si è trovato in casa un compagno violento. Il fenomeno è da tenere sotto controllo. Al Centro sono tante le donne che continuano a richiedere aiuto”.

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