Le parole choc del consigliere di destra: “Gli stranieri sono passati dal cammello alla macchina, servono campi di rieducazione”

Lodi, bufera sull’intervento in Consiglio comunale di Gianmario Invernizzi. Il Pd: “Vergogna, nessun rispetto delle istituzioni e delle persone”. La difesa: non sono un razzista

Lodi – “Gli stranieri vanno educati: sono passati dal cammello alla macchina”, vanno portati “nei campi di rieducazione”, o ancora via Lodino, strada ad alta concentrazione di cittadini stranieri, “è una giungla”, piena di “indios” che andrebbe “bonificata”. È bufera a Lodi sul consigliere comunale Gianmario Invernizzi, capogruppo della lista civica dell’ex sindaca Sara Casanova, per le parole pronunciate durante la seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 28 febbraio.

Nel suo intervento Invernizzi ha detto, tra le altre cose, che per gli stranieri serve un “Campo di rieducazione. C’è un campo di calcio, li chiamiamo lì tre ore e facciamo educazione civica agli stranieri: gli spieghiamo come si vive in un Paese civile”.

Le parole di Invernizzi hanno scatenato la reazione di tutta la maggioranza nel consiglio lodigiano. “Che vergogna – ha commentato il segretario cittadino del Pd Domenico Pellecchia – A voi  sembrano parole degne di un rappresentante eletto democraticamente dai cittadini di Lodi? A me no. Al massimo mi sembrano le parole di chi non ha nessun rispetto delle istituzioni e delle persone. Invito gli altri rappresentanti della destra – ha concluso – a dissociarsi pubblicamente con la massima chiarezza”. Il gruppo lombardo del Pd si è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al vicepremier Matteo Salvini: “Non avete niente da dire?”, chiedono polemicamente i dem.  

Replica dik Invernizzi

"E' vero, confermo tutto: ieri sera ho detto in Comune a Lodi, riferendomi a via Lodino (strada del capoluogo bassianeo con un alto tasso di negozi gestiti da stranieri) che questa via 'va bonificata più che sistemata'. E ancora: 'Educhiamoli, campo di rieducazione. Lì c'è un campo di calcio: li chiamiamo lì 3 ore, facciamo educazione civica agli stranieri: gli spieghiamo come si vive in un Paese civile. Tanta gente la pensa come me".

Ammette tutto e ribadisce quanto ha detto nell'ultimo consiglio comunale Gianmario Invernizzi ma il giorno dopo, cioè oggi, vuole sottolineare: "Ma io non sono razzista. Sono 50 anni che sono accusato di essere razzista. Ma mi dà anche fastidio lo sfruttamento dei Paesi africani. Tutto è nato dal fatto che dicevo che avevo deciso di fare camminate per la sicurezza in città. Un po' ispirandomi ai City Angels a Milano. Poi ieri sera - aggiunge - si parlava della riqualificazione di via Lodino, che è una via centrale che, purtroppo, appare degradata. Esiste anche il problema di chi parcheggia in maniera selvaggia. Comunque io non sono razzista. Assolutamente no. La questione, per me, è di rispetto. Io di razzismo non ho niente. Voglio dire anche che io ho avuto dipendenti extracomunitari bravissimi".