La cultura sboccia nel capoluogo: "In città un fermento pionieristico"

Tra le tante realtà nate negli ultimi tempi spiccano Platea, vetrina di arte nuova esposta in modi originali. Poi Argine, dedita alla valorizzazione degli spazi urbani; quindi La Lira di Orfeo portatrice di musica barocca.

La cultura sboccia nel capoluogo: "In città un fermento pionieristico"

La cultura sboccia nel capoluogo: "In città un fermento pionieristico"

La città si risveglia, città in fermento, dove la cultura sboccia. Da circa quattro anni sono nate autonomamente numerose associazioni, diverse nella proposta ma accomunate da fattori come la volontà di fare cultura di alto livello a Lodi, creando un’autonomia cittadina propria e forte. Tra le tante realtà, spiccano tre esempi: Platea, interessata a esporre arte contemporanea con metodologie originali; Argine, dedita a idee eterogenee con un occhio alla valorizzazione degli spazi cittadini; Lira di Orfeo, associazione ed ensemble impegnata nella diffusione e divulgazione della musica barocca e nell’ascolto critico. Platea, oggi al quarto anno, ha tre spazi espositivi: la vetrina a Palazzo Galeano, in corso Umberto, Platea Project e Casa Orsini in via Maddalena, inaugurati ieri sera.

Carlo Orsini, direttore artistico e tra i fondatori, spiega: "Per noi l’attività è stata quasi una reazione alla condizione culturale precedente. Sono tornato dieci anni fa a Lodi e tengo alla città: può essere stata questa mia identità cittadina, comune con gli altri del gruppo, a fare da primo motore per Platea. L’idea è di creare una vetrina per esporre arte nuova in modo nuovo, forzare lo sguardo dello spettatore, anche con provocazioni. C’è effettivamente un fermento culturale in città, la collaborazione tra le associazioni o una certa rete comune possono portare grande valore. Una rete che in realtà si sta già creando". Matteo Cavalleri, presidente di Argine, realtà attiva da circa due anni che settimana scorsa ha inaugurato la sede in via Maddalena, nota: "Questo associazionismo ha interessato fasce di età diverse, un risveglio con varietà di proposte, con la volontà di trasmettere esperienze diverse, cultura di qualità che porta pubblico. Tra i motivi di questo fermento c’è sicuramente che, dopo la pandemia, non ci si è più accontentati di quello che si aveva, c’è la voglia di avere uno spazio a Lodi. In questo anche l’impegno di ascolto di questa Giunta è prolifico. Ora c’è molto da testare, chiedendosi come le associazioni si possano interfacciare tra loro, magari con un bando comune su cui creare insieme, su cui testarci".

Raffaele Pe, il controtenore fondatore e direttore artistico della Lira di Orfeo, orchestra che esiste dal 2016 ma che dal post Covid si è impegnata come associazione con il festival dell’Orfeo Week, racconta: "Mi sono formato come musicista a Lodi, girando poi per il mondo ho deciso di ridare qualcosa alla città. Il festival nasce come contesto dove la musica barocca è al centro, ma si parla del sonoro e del suo ruolo nella cultura, ragionando con esperti di livello nazionale e non solo. Così mettiamo a disposizione dei lodigiani un contenitore pionieristico di altissimo livello. Tra noi associazioni dovremo fare tesoro di quello che stiamo costruendo: gli eventi sono effimeri dare cultura dove ha decenni per crescere può portare a qualcosa di veramente grande".