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10 lug 2022
10 lug 2022

In Lombardia il tasso di affollamento è del 130%

Lodi in testa alla classifica con 75 in cella anziché 45. Va soltanto un po’ meglio. a Como e infine a Monza

10 lug 2022
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti
A fine maggio in Italia dietro le sbarre in 55mila a fronte di 51mila posti

La Lombardia è all’avanguardia per tante cose ma non per gli istituti penitenziari, sottodimensionati per una regione che conta 10 milioni di abitanti. A dirlo è lo stesso ministero della Giustizia nelle statistiche che fotografano lo stato delle carceri italiane. A fine maggio nel nostro Paese la popolazione carceraria era di 55mila detenuti a fronte di 51mila posti, quindi con un tasso di affollamento del 108%. In Lombardia la situazione è nettamente peggiore e il tasso di affollamento sale al 130%.

Se tutti e 18 i penitenziari delle province lombarde stanno male, c’è anche chi sta peggio. A Lodi a fronte di 45 posti i detenuti sono 75, con un tasso di occupazione del 172%; a Canton Mombello di Brescia 170% (316 detenuti per 189 posti); 170% anche a Busto Arsizio (401 su 240 posti); appena un po’ meno a Como (160%: 372 detenuti invece dei 240 previsti) e a Monza con il suo 150% (621 ospiti per 411 posti). Anche a Bollate, per anni considerato un esempio per la sperimentazione dei percorsi di recupero dei detenuti attraverso il lavoro e lo studio, il sovraffollamento rappresenta da anni un grosso problema.

Roberto Canali

© Riproduzione riservata

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