La prof Silvana Tansini, tra i referenti del progetto Imeus del comprensivo Lodi IV
La prof Silvana Tansini, tra i referenti del progetto Imeus del comprensivo Lodi IV

Lodi, 17 novembre 2019 - Il logo più bello, votato via internet in videoconferenza dalle scuole di quattro nazioni, Italia, Spagna, Turchia, Romania, è quello disegnato da Giulia Alfieri, della classe 3E della scuola media Ponte: d’ora innanzi, per i prossimi 2 anni, saranno queste figure abbracciate, coi colori delle quattro bandiere di stato, a rappresentare il progetto Erasmus sul tema dell’inclusione con la scritta “ImEus”, acronimo di “Integration of Migrant students into European Union Schools”. «In collegamento via skype, parlandosi tra loro esclusivamente in inglese, gli studenti delle medie hanno mostrato i loro loghi ai compagni e il più votato, è stato quello realizzato al Ponte - spiega Silvana Tansini, tra i referenti del progetto Imeus per l’istituto comprensivo Lodi IV, cui fa capo anche la media Ponte -. Il prossimo passo per gli studenti sarà inventare una mascotte: saranno coinvolti gli alunni di quinta elementare che dovranno realizzare un elaborato grafico accompagnato da un racconto orale».

Nel progetto Erasmus, infatti, saranno coinvolti progressivamente tutti i circa 1200 studenti dell’istituto comprensivo, di materna, elementare e media: «I bambini della scuola dell’infanzia, ad esempio, grazie alle lezioni di “baby english”, dovranno preparare un gioco. Più in generale tutto il comprensivo sarà impegnato a preparare uno scambio di doni per il periodo natalizio, benché sia vissuto in date e con forme diverse tra chi è cattolico, chi è ortodosso e chi islamico: gli alunni prepararenno, oltre ad una storia della propria nazione, danze tipiche e fiabe tradizionali: noi per ora ci stiamo cimentando in balli tirolesi e tarantelle, mentre tra le leggende popolari racconteremo senz’altro quella lodigiana del drago Tarantasio (a sei zampe, oggi simbolo dell’Eni, ndr) che abitava nel lago Gerundo, qui nel Lodigiano». Ma l’integrazione si fa tra le nazioni, come a scuola: circa il 30% degli studenti di Lodi IV è straniero (di diverse nazionalità ma in maggioranza sono studenti romeni, albanesi, nord africani, cinesi). Erasmus dunque serve anche ai docenti per scambiarsi i metodi di integrazione.

«A ottobre in 4 siamo stati in visita a Barcellona, insieme agli insegnanti delle altre nazioni - spiega Tansini -. In particolare lì esistono due scuole dove il 90% dei bambini è straniero: una è nel quartiere Raval ad alta immigrazione. Le mamme possono stare a scuola una mezz’ora tutti i giorni per veicolare la loro lingua e le loro tradizioni e i bambini appena arrivati in Spagna, che non conoscono la lingua, frequentano per tre ore delle “welcome class” dove imparano il catalano, mentre poi per la ginnastica, la musica, la matematica o momenti come la mensa si integrano coi compagni. Questo sistema educativo catalano è utile, in particolare per le “classi di benvenuto”: da noi, studenti che non conoscono l’italiano vengono collocati in classi in base all’età, e ci mettono mesi a imparare la nostra lingua. Inoltre noi qui facciamo fatica a coinvolgere i genitori delle famiglie straniere, per cui vorremmo organizzare ora anche noi un pranzo multietnico». «Per coinvolgere i genitori in Imeus - aggiunge - allestiremo anche un cineforum sui temi dell’accoglienza, mentre intendiamo portare gli studenti ad incontrare i capi spirituali della chiesa cattolica, di quella ortodossa e della moschea di Lodi». Il prossimo incontro di Imeus tra docenti sarà a febbraio in Romania ma 8 studenti del Ponte, accompagnati da 2 docenti, a maggio si recheranno per una settimana in Turchia, dove frequenteranno la scuola locale con loro coetanei ed effettueranno delle uscite didattiche sul territorio.