MARIO BORRA
Cronaca

Il futuro dell’edificio settecentesco. Polo culturale al Soave, si parte

Progettazione esecutiva affidata al raggruppamento temporaneo di professionisti Cerutti-Brizzolari

Il futuro dell’edificio settecentesco. Polo culturale al Soave, si parte

Il futuro dell’edificio settecentesco. Polo culturale al Soave, si parte

Palazzo Soave diventerà un polo culturale e l’iter per trasformare l’ex ospedale del ’700 è ufficialmente iniziato: sistemata la questione, non secondaria ovviamente, dei finanziamenti (sono già a bilancio 500mila euro arrivati da Regione Lombardia e 908mila e 369 euro da fondi emblematici), messo nero su bianco da tempo l’accordo con Fondazione Feltrinelli, ora è il tempo di avviare i passaggi burocratici per poter finalmente avviare il cantiere. Nei giorni scorsi, gli uffici comunali hanno proceduto all’affidamento diretto della progettazione esecutiva, del coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori e collaudo delle opere che riguarderanno, appunto, il gioiello architettonico di viale Gandolfi. Il compito sarà nelle mani del raggruppamento temporaneo di professionisti Cerutti-Brizzolari. Dunque si entrerà nel vivo tra il 2024 e il 2025 quando si spera che i lavori, almeno la gran parte, possano essere terminati. Solo allora potrà prendere corpo il suggestivo progetto di gestione che coinvolgerà anche Feltrinelli con l’obiettivo di far vivere il Soave con spazi dedicati allo studio, al tutoraggio, al workshop che potranno essere sviluppati in collaborazione con enti, istituzioni, centro di ricerca, università. L’ex ospedale ovviamente rimarrà tenacemente vocato a polo museale con la possibilità di accogliere eventi di livello nazionale: magari già una mostra su Giorgio Belloni, pittore codognese, per il quale il Comune ha avviato un progetto di valorizzazione che durerà fino al 2025.

A livello pratico, l’intervento a cui sarà sottoposto lo storico stabile riguarderà tutta la struttura, dall’area verde interna che si trasformerà in giardino letterario, alla cancellata che sarà costruita ex novo, dalla riqualificazione della copertura, alla ridefinizione degli spazi interni, dalla predisposizione della sala espositiva centrale in zona polivalente con 96 posti a sedere a tutta una serie di attrezzature ed arredi (videoproiettore, telo a caduta, telecamere, fari, impianto audio, 20 pannelli fonoassorbenti per migliorare l’acustica), dal restauro dei fregi ammalorati della Cappella San Carlo, alla trasformazione della sala Granata in caffè letterario.