LUCA PACCHIARINI
Cronaca

Il Festival “Fiume dei libri“. Piazza gremita per gli scrittori: "In città tanta voglia di cultura"

Le testimonianze di Saviano, Volo e Scurati hanno raccolto applausi e consensi. Gli organizzatori: risultato oltre le nostre aspettative. Inevitabile dare un seguito.

Il Festival “Fiume dei libri“. Piazza gremita per gli scrittori: "In città tanta voglia di cultura"

Quattro giorni di cultura, con nomi noti del panorama nazionale, hanno animato e riempito piazza Vittoria con successo. La prima edizione del Festival letterario “Il Fiume dei Libri”, apertura della rassegna estiva Lodi al Sole, si è conclusa domenica. Gli appuntamento che hanno riscosso maggiori presenze di pubblico sono stati quelli con Roberto Saviano, sabato alle 19, e con Fabio Volo, domenica alle 19.30. Due autori molto diversi ma che sono entrambi riusciti a riempire piazza Vittoria. L’intervista a Saviano, affidata a Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, partiva da “Noi due ci apparteniamo”, nuovo libro dello scrittore napoletano, che spiega come sesso, passione e relazioni amorose siano parte integrante delle dinamiche criminali mafiose. Con chiarezza espositiva, Saviano ha illustrato come la mafia sia strettamente legata al controllo dei corpi. Parte importante il racconto di come la mafia si muova oggi: uccidere è diventata l’ultima spiaggia che è meglio non percorrere, dal momento che fa notizia; il controllo di cocaina e hashish tra i grandi guadagni economici "siamo abituati a vedere incriminato lo spacciatore della stazione, quasi sempre migrante, questo è un guardare la punta dell’iceberg, dietro ci sono sempre grande famiglie italiane di Camorra, Cosa nostra, ‘Ndrangheta che forniscono la sostanza e organizzano. A loro fa comodo il caos della politica intorno all’immigrazione, così che loro possano sfruttarla".

Di tutt’altro respiro l’intervista a Fabio Volo, molto più scanzonata e autoironica, in cui lo scrittore, attore e conduttore radiofonico ha parlato di sé stesso e, così facendo, dei problemi che della quotidianità di tutti: i rapporti di coppia, i sogni da raggiungere, i cambiamenti e la felicità come obiettivo finale o come primo motore. Antonio Scurati è stato un altro grande nome del festival, che giovedì 13 giugno alle 20 ha parlato del funzionamento delle politiche fasciste, di come "cercano un nemico su cui far convergere la paura della gente, per poi porsi come salvatori contro quel nemico". Stimolante e intellettualmente critica Chiara Valerio, attualmente nella cinquina del premio Strega con “Chi dice e chi tace”; l’autrice ha parlato della forza della lettura, anche del non capire, di come la contemporaneità sia troppo legata alla sensazione del piacere istantaneo. Benedetta Tobagi, sabato alle 15, ha illustrato il funzionamento dello stragismo italiano, concentrandosi su quello di matrice neofascista di movimenti come Ordine Nuovo. Complessivamente “Il Fiume dei Libri” ha portato in piazza circa 5mila, vendendo più di 750 libri, equamente divisi tra le 3 librerie che si sono alternate al banchetto (Sommaruga, Mondadori e Libraccio).

"Un risultato che è andato oltre quello che ci aspettavamo, per noi questo è fare cultura in senso largo – ha dichiarato ieri Annachiara del Boca, coordinatrice del festival –. Avevamo dei grandi sul palco e si è creata una forte energia con le persone, alcuni son venuti anche da fuori Lodi. Gli stessi autori ci hanno detto esser rimasti stupiti. Il progetto è di farlo diventare una rassegna annuale, un appuntamento con incontri allegati, come momenti durante l’anno e fare collaborazioni con la città, ma sono ragionamenti che stiamo ancora facendo. Per fare questo palinsesto ci abbiamo messo oltre un anno di lavoro, formando un gruppo forte che è diventato un gruppo di amici, oltre a me anche Tommaso Premoli, consigliere comunale con delega al fiume, poi Teresa Martini e Riccardo Cavallero, una grandissima mano l’ha data Francesco Cancellato e sicuramente il sindaco Andrea Furegato. L’avventura è appena cominciata". Concorda Riccardo Cavallero, direttore artistico del festival: "Sono attivo nell’editoria da molto e sono rimasto impressionato anche io dal pubblico sempre in piazza. La cittadinanza ha fatto vedere di avere voglia di ascoltare di libri. Non vedo come non si possa andare avanti, amplificando anche l’offerta. Il festival ha tutte le carte in tavola per essere ambizioso, mettendolo a sistema con il resto della città e gli altri eventi importanti, come il Festival della Fotografia Etica, Lodi può diventare un grande polo di cultura".