I giorni del contagio. Vittime del Covid pochi le ricordano

Quasi soltanto autorità alla cerimonia a Codogno, una ventina i cittadini. Il prefetto Roccatagliata: punto di riferimento in quel periodo buio.

I giorni del contagio. Vittime del Covid pochi le ricordano

I giorni del contagio. Vittime del Covid pochi le ricordano

C’era una ventina di persone ieri, escluse le autorità, alla sobria cerimonia di ricordo delle vittime del Covid a quattro anni dal primo contagio registrato il 20 febbraio 2020 proprio a Codogno, quando un tampone su un paziente con polmonite svelò al mondo che il virus era sbarcato anche in Europa. Al monumento ai Caduti di via Collodi, proprio dietro alla sede della Croce Rossa, sorto l’anno dopo lo scoppio della pandemia, si sono ritrovate le autorità religiose e militari. Spiccava la presenza del prefetto Enrico Roccatagliata, che ha colto l’invito del sindaco Francesco Passerini. In fondo, appunto, uno sparuto gruppetto di persone, forse a testimoniare il fatto che Codogno intende non dimenticare ma mettersi alle spalle uno dei periodi più bui della storia con centinaia di morti in pochi mesi.

Il primo passo della commemorazione è stato al cimitero, dove le autorità si sono ritrovate davanti alla stele posta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ricordo della strage. Silenzio, commozione e lo sguardo al camposanto con un ricordo o una preghiera per coloro che non ci sono più.

Poi la tappa al monumento formato da tre lastre rappresentanti il capoluogo e le due frazioni, con la breve sosta in silenzio, il suono della tromba e la successiva benedizione del parroco don Iginio Passerini. Il prefetto Roccatagliata ha definito Codogno come simbolo e punto di riferimento in quel periodo buio, mentre il sindaco Passerini ha colto un particolare di quei momenti drammatici e cioè il senso di comunità che è emerso prepotente ed è divenuto base valoriale importante per guardare al futuro con più ottimismo. Poi un cenno alla commissione d’inchiesta che è stata istituita per capire eventuali errori che potrebbero essere stati commessi a livello nazionale nella gestione della pandemia. Passerini ha ribadito la speranza che in sede di verifica si possa tener conto anche del “modello“ codognese e della Bassa, oltre ad analizzare le criticità che sicuramente ci saranno state.

"Si faccia tesoro di quello che è stato e degli eventuali errori – ha detto il primo cittadino – Dobbiamo essere pronti e mantenere le difese alte anche a livello preventivo, se uno scenario simile dovesse ripresentarsi".